Nomine negli uffici sisma L’allarme degli urbanisti

14 Novembre 2018

Properzi e Di Lodovico: «Un colpo mortale se non si provvede al più presto Non si possono abbandonare i territori terremotati da parte del governo»

L’AQUILA. Sulle mancate nomine dei responsabili degli Uffici speciali della ricostruzione, dell’Aquila e del cratere sismico, gli urbanisti appoggiano le iniziative di protesta: «È un colpo che può rivelarsi mortale».
«A nome e per conto dell’Istituto nazionale di urbanistica», fanno sapere Pierluigi Properzi e Luana Di Lodovico, «manifestiamo tutta la vicinanza e solidarietà possibili all’iniziativa di protesta portata avanti dall’Ordine degli Architetti della provincia dell’Aquila. E, ovviamente, a iniziative analoghe che provengono dai cittadini e dalle altre categorie, per il blocco della ricostruzione determinato dalla mancata nomina dei responsabili degli uffici speciali, che visionano e approvano le pratiche e i progetti relativi all’Aquila e al cratere sismico. Un blocco di cui sono vittime i cittadini, le imprese impegnate nella ricostruzione e i professionisti del territorio».
«Fare presto e fare bene», si legge ancora nel documento, «sono due requisiti indispensabili per la rinascita di territori colpiti dalle calamità, che significa mettere a punto e avere cura di procedure solide ed efficienti, rispettose dei luoghi, dei paesaggi, delle comunità. Non fare nulla perciò, lasciare che procedure tanto faticosamente costruite negli anni invece di essere rafforzate e migliorate si sfaldino lasciando il campo all’incuria e all’abbandono, come nel caso della mancata nomina dei responsabili degli uffici speciali nel cratere aquilano, è due volte grave, perché rischia di denotare perfino il disinteresse da parte di chi dovrebbe vigilare e seguire, un colpo che può rivelarsi mortale per la ripartenza di comunità e territori che hanno sperimentato e sperimentano la sofferenza, che hanno lottato per vedere avviata la ricostruzione e che non dovrebbero oggi tornare a lottare perché essa prosegua».
«Un blocco che si configura, quindi, come vera e propria colpa, grave, dell’abbandono dei territori colpiti dal sisma da parte del governo centrale». Così, dunque, concludono Properzi, presidente sezione Istituto nazionale di urbanistica di Abruzzo e Molise e Di Lodovico, responsabile Inu per Politiche e interventi per la difesa dei suoli e vulnerabilità sismica.
Quanto alle nomine, è certo che ci sono molte iniziative e incontri a livello politico allo scopo di arrivare alla determinazione di nomi sui quali puntare.
Ma, se ci saranno scontenti, pioveranno sicuramente dei ricorsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.