Non camminano i finanziamenti
Romano: negli ultimi 2 anni pratiche per 200 milioni anziché 600
L’AQUILA. «L’Aquila come modello di ricostruzione materiale, politica ed amministrativa da esportare in regione, questa è la spiegazione degli esponenti del centrodestra aquilano per giustificare l’abbandono della nave comunale che affonda ogni giorno di più. Terrorizza la superficialità amministrativa di questo centrodestra, gli errori che si vogliono passare per operazioni strategiche, le scuse che si utilizzano per non far emergere le inefficienze». È quanto afferma il capogruppo in consiglio comunale del Passo Possibile, Paolo Romano. «Terrorizza il fatto che se si è riusciti a paralizzare la macchina del Comune dell’Aquila, altrettanto si possa bloccare definitivamente anche la macchina regionale. Sono i dati quelli che bocciano il centrodestra, non l’opposizione, soprattutto quando si parla di ricostruzione. Ammonta a circa 300 milioni di euro il totale dei 10 elenchi contributo emanati dal Comune dell’Aquila nel 2018. Una cifra di poco inferiore a quella del 2017, sostiene Romano, «pari a 323 milioni, che però ingloba circa 200 milioni delle attività della ex giunta Cialente. Quello che fa riflettere è che negli ultimi due anni i contributi reali, che afferiscono cioè a cantieri immediatamente operativi, perché si tratta di pratiche che hanno concluso il loro iter istruttorio, sono pari a soli 200 milioni, su 600. Un terzo della cifra totale. Se poi analizziamo il 2018, vedremo elenchi contributo terrificanti», conclude Romano, «quello del mese di ottobre produce pratiche di cantieri reali per 9 milioni e pratiche che sono in attesa del titolo edilizio pari a 44 milioni».

