Non prende lo stipendio e si arrampica su una gru

L’AQUILA. Quando non hai risorse per vivere non costa nulla arrampicarsi per protesta a decine di metri di altezza, sulla gru di un cantiere edile, da dove tutto, al di sotto, sembra piccolo e...
L’AQUILA. Quando non hai risorse per vivere non costa nulla arrampicarsi per protesta a decine di metri di altezza, sulla gru di un cantiere edile, da dove tutto, al di sotto, sembra piccolo e lontano. Q uesto deve avere pensato Mohammed Assan, il giovane egiziano (27 anni) quando ieri mattina, mentre tutti erano presi dal primo giorno di lavori ufficiali del tribunale (e da un falso allarme bomba alla Corte d’Appello) si è arrampicato senza alcuna forma di sicurezza su una gru presente nel cantiere proprio del palazzo di giustizia, in via Filomusi Guelfi. Il giovane è un dipendente della ditta che si occupa dei ponteggi (la Edilnord di Milano, che ha preso in subappalto la messa in opera e in sicurezza dell’edificio). Il motivo della protesta è stato il mancato pagamento di un paio di mensilità. «Senza soldi io non scendo e basta», ha urlato da 30 metri di altezza a chi lo invitava a scendere. Sul posto sono arrivati subito gli uomini del Nucleo della direzione distrettuale antimafia del Corpo forestale dello Stato, guidati dall’ispettore Silvano Corpetti che ha portato avanti la mediazione con il giovane operaio, infine sceso dalla gru dietro la promessa, da parte del responsabile del cantiere, di pagare la somma dovuta di tasca propria. Avviati controlli sulla ditta per verificare regolarità sia del subappalto e delle assunzioni. Sul posto anche i vigili del fuoco e la polizia, mentre la Procura ha aperto un fascicolo. (m.g.)

