Non si ferma la battaglia contro centrale e gasdotto

In campo le associazioni ambientaliste e i collettivi: «Noi andiamo avanti» E dal 22 al 25 agosto a Campo di Giove si terrà il secondo campeggio “No Snam”
SULMONA. La lotta contro il gasdotto e la centrale della Snam non si ferma. A pochi giorni dal rigetto del ricorso contro il via libera alla realizzazione dell’impianto di Case Pente i comitati ambientalisti e i collettivi AltreMenti e studentesco organizzano il secondo campeggio “No Snam”.
«Non è tutto perduto fin quando saremo pronti a lottare», incoraggia Lorenzo Tritapepe, di AltreMenti. «A poche ore dalla bocciatura al Tar del ricorso promosso dalla Regione Abruzzo contro la centrale di compressione che la Snam vorrebbe costruire in Valle Peligna come parte del progetto di mega gasdotto “Rete Adriatica”, noi cittadini siamo decisi a non mollare. Dopo la prima edizione dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di numerose realtà locali e nazionali, anche quest’anno diamo appuntamento per il secondo campeggio “No Snam”. Dopo il successo di quello di Pasquetta, il camping ambientalista si terrà a Campo di Giove dal 22 al 25 agosto. Sarà l’occasione per riflettere e approfondire i motivi del fronte del no, che da circa dieci anni si batte contro l’opera. «Circa la sentenza del Tar del Lazio evidenziamo quanto sia anacronistico dover decidere di un’opera che ha avuto l'ok per la Valutazione d’impatto ambientale nel lontano 2011 su documenti depositati nel 2006», incalzano gli ambientalisti. «All’orizzonte, per dire, non c’era neanche l’Accordo di Parigi sul clima e non erano state ancora pubblicate migliaia di ricerche scientifiche che hanno acclarato la necessità impellente di abbandonare il prima possibile le fonti fossili per i gravissimi impatti sulla vivibilità del pianeta. Riteniamo che alcune motivazioni del Tar, inoltre, siano quantomeno contraddittorie, visto che da un lato si sostiene che la Valutazione ambientale strategica poteva essere evitata considerando l’opera di scarsa valenza, mentre dall’altro si afferma che è un’opera di rilevanza addirittura comunitaria». Capisaldi del fronte del no restano il rischio sismico e l’inquinamento atmosferico. «Per quanto riguarda il rischio sismico e quello delle emissioni in atmosfera, che secondo il Tar sono stati valutati con la Via del 2011, per entrambi, oltre al progresso scientifico che sta facendo emergere impatti molto più forti e non valutati», rilevano dal coordinamento No tubo, «sono stati recentemente depositati documenti tecnici, alcuni dei quali della stessa Snam, che smentiscono le conclusioni di quel procedimento con ammissioni clamorose circa le criticità del luogo dove dovrebbe essere realizzata la centrale e la vulnerabilità dell’area all’inquinamento». Sulla questione il sindaco Annamaria Casini annuncia un incontro pubblico. «L’incontro con sindaci e istituzioni, Regione e Provincia, firmatari a dicembre scorso di un documento congiunto, insieme ai comitati e associazioni ambientaliste, si svolgerà entro fine mese a Sulmona: la partita non è chiusa e la battaglia va avanti», incalza il sindaco.
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