«Nuclei di cure primarie a rischio» La battaglia in consiglio comunale

Lunedì seduta straordinaria, l’opposizione chiama la città alla mobilitazione «a difesa della sanità» Prosegue l’occupazione della sede dell’Asl, che controreplica: «Accuse e pressioni strumentali»
L’AQUILA. Mentre nella sede della direzione dell’Asl all'Aquila continua il presidio di protesta, la battaglia sulla sanità si sposta in consiglio comunale: lunedì seduta straordinaria.
L’OCCUPAZIONE
Per tutta la giornata di ieri, nella sede Asl in via Saragat, è proseguita l’occupazione, tra conferenze stampa e assemblee aperte. «Non vogliono riceverci prima del 10 marzo...hanno a cuore più le Regionali che la salute dei cittadini», ha dichiarato Francesco Marrelli (Cgil). Gli esponenti delle forze sindacali, dei medici di medicina generale e le forze politiche di minoranza hanno messo su carta tutta una serie di richieste a cui l’Asl dovrà rispondere. Al primo punto impedire la chiusura dei nuclei di cure primarie, gli studi associati dei medici di famiglia.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il documento per la seduta di lunedì alle 15 impegna il sindaco e la giunta «ad agire istituzionalmente presso Regione e direzione strategica Asl 1 al fine di predisporre un piano circa le iniziative che ritiene debbano essere avviate alla luce di quanto previsto per la sanità nel Pnrr, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione della medicina territoriale». È necessario, si scrive nella mozione, «fare i bandi di concorso, stabilizzare i precari dell’Asl, rivedere la ripartizione dei finanziamenti per l’edilizia sanitaria, risolvere definitivamente il problema relativo ai Nuclei di Cure Primarie, rivedere la scelta incomprensibile di collocare la Casa di comunità all’interno del San Salvatore e portare in consiglio comunale una relazione dettagliata sulle conseguenza dell’attacco hacker». Presenti alla conferenza stampa i consiglieri Stefano Albano, Eva Fascetti, Stefano Palumbo, Lorenzo Rotellini, Simona Giannangeli, Elia Serpetti, Stefania Pezzopane, Paolo Romano e Alessandro Tomassoni.
LA RISPOSTA DELL’ASL
Di «accuse strumentali» parla invece l’Asl. «Sono del tutto false e strumentali le accuse rivolte da alcune organizzazioni sindacali in relazione al problema delle sostituzioni dei medici di medicina generale nei nuclei di cure primarie», scrive la direzione aziendale. «Comprendiamo il particolare momento elettorale e la tendenza alla faziosità delle posizioni assunte», continua l’Asl, ricordando che «su 210 medici di medicina generale in servizio nel nostro territorio, 94 sono impegnati all’interno dei nuclei di cure primarie e rappresentano il 45% del totale. Nell’Asl di Pescara su 258 medici di medicina generale ne sono impegnati all’interno dei nuclei 77, rappresentando solo il 30% del totale; nell’Asl Chieti su 317 medici ne sono impegnati 53, con una percentuale del 17%; infine nell’Asl Teramo su 205 medici sono impegnati nei nuclei di cure primarie soltanto 60 (29%). I numeri parlano chiaro, non ci sono cittadini di serie A e B e non c’è alcun taglio ai servizi e troviamo a dir poco vergognose», conclude la direzione aziendale, «pressioni strumentali che ci vengono indirizzate in questi giorni per farci compiere atti e provvedimenti palesemente illegittimi, a spregio della prossima sottoscrizione, coi medici di medicina generale, del nuovo accordo».
LE REAZIONI
Di «dichiarazioni senza fondamento» parla invece Vito Albano, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) dell’Aquila. «Non esiste alcuna legge che vieti la sostituzione dei medici in quiescenza», specifica, «e le altre Asl abruzzesi hanno effettuato le sostituzioni sino a qualche giorno fa. E non esistono più nuclei in sovrannumero di medici o di pazienti». I giovani medici della Fimmg ricordano inoltre che «sono due anni che aspettiamo fiduciosi il subentro», mentre la Uil L’Aquila e Uil Fpl L’Aquila insistono sulla necessità «di avviare tavoli di confronto e azioni mirate con la partecipazione dei sindacati confederali, al fine di salvare la tenuta del sistema sanitario abruzzese, in particolar modo nelle aree interne». Il direttore Asl Ferdinando Romano e il presidente Marsilio, «hanno messo da parte le necessità dei cittadini della provincia dell’Aquila in favore dei propri interessi di partito», è la presa di posizione di Giorgio Fedele, consigliere regionale M5S.
LA PROTESTA IN PARLAMENTO
«Il governo sta massacrando la sanità abruzzese». Così il senatore Pd Michele Fina al question time di Palazzo Madama, dove ha citato la protesta aquilana.
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