Nuova area commerciale Anche Cialente dice no

1 Marzo 2019

L’ex sindaco: «Peserà come un macigno sulla rinascita del centro storico» Capretti (Confcommercio): «Manca un piano di rilancio dell’intero settore»

L’AQUILA. Non si placa la polemica sulla realizzazione di un nuovo parco commerciale nella zona Ovest della città, a due passi dal Centro operativo di Poste italiane. La Confcommercio ha inviato, ieri, una lettera all’assessore al Commercio, Alessandro Piccinini, e all’assessore all’Edilizia e all’urbanistica, Luigi D’Eramo, supportata dalla richiesta di un incontro urgente «per fare chiarezza sull’operazione». Critico l’ex sindaco, Massimo Cialente: «Errore schizofrenico». Il timore, espresso dagli esercenti, è che «il progetto possa impattare negativamente sul piccolo commercio, continuando ad attrarre utenza verso la periferia e svuotando il centro storico». «Abbiamo chiesto un incontro al Comune», fa sapere Alberto Capretti, presidente Confcommercio L’Aquila, «per capire i dettagli del nuovo insediamento, i tempi di realizzazione e le finalità. Non è chiaro cosa si farà di quella struttura. I percorsi vanno concertati, soprattutto se riferiti a un settore tanto delicato come il commercio». Ma la Confcommercio va oltre il singolo episodio. «Oggi si discute animatamente della realizzazione di una nuova struttura commerciale», spiega Capretti, «ma è su un progetto di rilancio complessivo del settore che l’amministrazione comunale è chiamata a intervenire. In particolare, per il centro storico e per le attività di vicinato». Dura anche la posizione di Cialente, che invita il consiglio comunale a votare “no”: «Il problema più grande che ha L’Aquila, oltre a quello della lentezza della ricostruzione pubblica, è la riabilitazione del centro storico, cuore identitario dell’intero comprensorio. La nostra amministrazione aveva avviato il progetto “Fare centro”», dichiara Cialente, «nonché un piano complessivo per l’accessibilità e parcheggi per residenti e con disco orario, per facilitare il commercio, aree di sosta a pagamento vicino ai maggiori attrattori dell’immediata periferia. Si stava, inoltre, lavorando per riportare gli uffici in centro storico. Con la nuova amministrazione si è fermato tutto. Aprire un nuovo centro commerciale, peraltro in un’area che ne è strapiena, è un errore schizofrenico», evidenzia Cialente. «Il nuovo Prg, già passato in un primo step in consiglio comunale a marzo 2017, aspettava solo di essere sottoposto a pubblici incontri. Passaggio che si sarebbe potuto fare in soli tre mesi, per poi procedere all’adozione. Biondi forse non lo condivideva? Ci può stare, ma allora perché in 22 mesi non ha fatto nulla? Cosa ha fatto D’Eramo in questi mesi? Un solo atto: questa variazione di destinazione d’uso peserà come un macigno sul recupero del ruolo del centro storico».
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