Nuova giunta, altri intoppi quando sembrava fatta

5 Febbraio 2016

SULMONA. A un certo momento sembrava solo una formalità la formazione del nuovo esecutivo: fuori i due assessori del Pd Aldo Milan e Luciano Gerosolimo ormai ai ferri corti con il sindaco perché nei...

SULMONA. A un certo momento sembrava solo una formalità la formazione del nuovo esecutivo: fuori i due assessori del Pd Aldo Milan e Luciano Gerosolimo ormai ai ferri corti con il sindaco perché nei giorni scorsi, sono stati tra i più attivi a raccogliere le firme per mandare a casa il primo cittadino. Dentro altri due, dell’area democratica, indicati, dal circolo cittadino. Uno di questi doveva essere Antonio Iannamorelli, sconfitto dal sindaco alle primarie. Ma l’ex consigliere comunale della passata legislatura non ha dato la propria disponibilità perché impegnato nella sua nuova attività professionale e non più impegnato alla politica. Interpellato, Iannamorelli ha confermato di essere stato contattato dal sindaco: «La politica è un capitolo chiuso», ha affermato, «ora penso solo al nuovo impegno a cui dedico tutto il mio tempo». Una rinuncia che ha rimescolato le carte e ha messo in difficoltà il sindaco Ranalli perché Iannamorelli era un nome gradito anche ai vertici regionali del Pd. Tanto che per tutta la giornata di ieri sono proseguiti gli incontri per trovare la quadratura tra i partiti e i movimenti che dovrebbero appoggiare il nuovo esecutivo. Uno dopo l’altro hanno fatto parte dell’elenco dei papabili alcuni nomi sempre di area Pd e altri vicini all’assessore regionale Andrea Gerosolimo. Ed è proprio sulla posizione dell’esponente di Abruzzo civico che continuano a esistere le perplessità del sindaco. Nonostante l’invito arrivato dal segretario regionale del Pd Marco Rapino, Gerosolimo ancora non dice con chiarezza da che parte sta. Rapino e il sindaco vogliono Gerosolimo dentro all’esecutivo con un suo uomo affinché si assuma le proprie responsabilità. Mentre Gerosolimo preferirebbe restare fuori, magari facendo assumere ai suoi un atteggiamento più morbido, nei confronti dell’amministrazione. Ed è su questo fronte che ruota tutta la possibilità del primo cittadino di riuscire a trovare la quadra. Da domani si troverà a fare i conti con i due terzi dei consiglieri del Pd, molto vicini ai due assessori, Milan e Marinucci che non faranno più parte della giunta. Atteggiamento che potrebbe smussarsi solo se il sindaco decidesse di sacrificare il suo uomo di fiducia, l’assessore Stefano Goti, così come chiesto dai consiglieri democratici, Alessio Di Masci e Fabio Ranalli. L’unico punto fermo resta la posizione dei socialisti, che hanno sempre sostenuto il sindaco non mettendo mai in discussione il loro appoggio. Mentre resta in bilico l’appoggio di Sel, anche se il consigliere Salvatore Di Cesare ha detto che resterà al fianco del sindaco. (c.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA