Nuova giunta, ecco le donne In lizza Aquilio e Pagliariccio

18 Giugno 2022

Malumori in Fratelli d’Italia per la gestione delle preferenze, Colonna scalpita

L’AQUILA. «Vicesindaco Fabrizia Aquilio». Non male come lapsus freudiano. Esce dalle casse di amplificazione a servizio di uno degli eventi inaugurali delle Alpiniadi. La voce è quella di uno degli organizzatori, inconsapevole dell’errore e della possibile involontaria preconizzazione. Non è un mistero che – nel gioco delle parti – la Lega abbia pieno titolo ad ambire alla poltrona di vice-Biondi. E che, dall’altra parte, Aquilio possa avere il peso politico giusto per ambire a sedervisi sopra. In alternativa a Francesco De Santis. Certo è che, alla vigilia di una stagione importante come quella che si presenta – tanto per fare un esempio la visita del Papa alla Perdonanza – la possibilità di mantenere la delega ai Grandi eventi sarebbe già una grande cosa.
GLI EQUILIBRI
Siamo ancora nel campo delle incertezze. Quello che è certo è che la Lega all’Aquila ha fatto un grande risultato. Tra i migliori in Italia, merito anche di un neonato “Modello L’Aquila” che prende spunto dall’esito delle Comunali, dove la Lega è passata dal 6,7% delle amministrative 2017 per attestarsi ora al 12,5%. Un esempio per guardare alle Politiche e alle Regionali. Questa la proposta operativa dei vertici regionali del Carroccio, riuniti all’Aquila per una prima analisi del voto delle amministrative. Presenti il segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, il vicepresidente della giunta regionale d’Abruzzo, Emanuele Imprudente, il senatore Alberto Bagnai, il deputato Antonio Zennaro, il coordinatore provinciale Tiziano Genovesi. «Il grande risultato del nostro partito», ha detto D’Eramo, «è la certificazione del buon lavoro all’interno dell’amministrazione, della giunta. Siamo il secondo partito in città e questo per noi è un dato assolutamente positivo». Un dato che permette al Carroccio di ambire ad almeno un posto in giunta: «Ai nostri elettori non interessa», ha sottolineato D’Eramo, «se occuperemo il posto di vicesindaco o meno, ma di sicuro avremo una rappresentanza nell’esecutivo di Pierluigi Biondi. Ieri abbiamo riunito i candidati e abbiamo chiesto a loro di impegnarsi a dare il meglio per la crescita amministrativa di questa città, secondo una visione di città-territorio, in linea con il progetto della Grande Pescara (Pescara-Montesilvano-Spoltore) o l’unione dei comuni della Marsica. Tutte iniziative a cui stiamo lavorando, in sinergia con la politica locale».
GLI STRACCI volanti
Gli stracci non volano soltanto nel centrosinistra. Un calderone così assortito come Fratelli d’Italia non poteva essere scevro da polemiche e strascichi. L’exploit di Raffaele Daniele, candidato forte, è andato a eclissare la figura di alcuni esponenti che hanno contribuito alla crescita del partito meloniano in città sin dall’inizio. Primo tra tutti Michele Malafoglia, il cui risultato è andato ben sotto le aspettative, anche perché gli sarebbe mancato l’appoggio di una parte del partito. E questo, malgrado il suo impegno personale alla campagna elettorale in favore del primo cittadino. Le indicazioni di voto sarebbero state orientate verso pochi “eletti”. Un esempio tra tutti la posizione di Claudia Pagliariccio (già Casapound) che viene dall’area più a destra della coalizione. I suoi sostenitori diretti sono stati invitati a votare Daniele col meccanismo delle doppie preferenze. Certo è che per Pagliariccio – prima dei non eletti – la partita è aperta a livello di assessorato. «”Il declino non è un destino”» è stato lo slogan lanciato da Fratelli d’Italia nella campagna elettorale», ricorda Vito Colonna, anche lui in lizza per un posto nell’esecutivo. «Siete stati in tanti a volermi nuovamente in consiglio e vi prego di accettare un sincero grazie, semplice e genuino come me, proveniente dal profondo del cuore. Vi ho chiesto di aiutarmi e lo avete fatto, sostenendo con me anche le due formidabili amiche Silvia (D’Angelo) e Claudia. La nostra responsabilità adesso è molto più grande. Noi ci siamo, pronti a dare il nostro contributo con una squadra determinata, senza montarci la testa, perché sappiamo che è stata la vostra vittoria. Ora, se vogliamo che il declino non sia il nostro destino, è necessario lavorare».
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