Nuova scuola di Sassa, il terreno che divide

10 Luglio 2014

Il preside dell’Alberghiero (proprietario del sito): «Per creare un istituto se ne distrugge un altro»

L’AQUILA. «La realizzazione di una scuola in muratura a Sassa, per sostituire quella provvisoria attuale, nella zona individuata dal Comune e dalla commissione “Oltre il Musp”, rischia di far chiudere l’istituto Alberghiero». A denunciare la situazione è il preside dell’Ipsiasar Domenico Evangelista, che spiega: «Quel terreno è di nostra proprietà, acquistato negli anni ’60 con i fondi del ministero dell’Istruzione, attualmente viene utilizzato come azienda agraria dell’istituto ed è stato affidato a una cooperativa di ex alunni che lo curano». Un laboratorio a cielo aperto, insomma, dove gli studenti dell’Ipsiasar fanno lezione regolarmente per approfondire le tecniche di coltivazione e raccolta. «Si tratta di un’attività fondamentale per i ragazzi che scelgono l’indirizzo Agrario, di cui non è possibile fare a meno», continua il dirigente. «La scuola, che già è in sofferenza, ne risentirebbe gravemente». Il terreno, in totale dieci ettari, a poca distanza dagli attuali Musp, è stato individuato dal Comune e dalla commissione composta da docenti e genitori delle scuole dell’Infanzia, Primaria e secondaria di primo grado di Sassa, per sostituire il Musp. «Inizialmente si pensava che la proprietà fosse della Provincia», continua Evangelista. «Solo nei mesi scorsi, verificando le carte, si è arrivati a comprendere che, invece, è della scuola. Sono stato contattato dall’assessore Alfredo Moroni per trovare insieme una soluzione». Il preside inizialmente si è detto favorevole alla realizzazione della scuola che avrebbe occupato 2-3 ettari dei 10 totali, tanto che nei giorni scorsi era stata convocata una conferenza dei servizi per la firma di un protocollo d’intesa. Accordo raggiunto, dunque, se non fosse stato per le «sorprese» riservate dalla stessa conferenza. «Solo in quella sede sono venuto a conoscenza del fatto che, oltre allo spazio necessario per realizzare la scuola, il Comune ha intenzione di sottrarre al nostro terreno diversi metri per la realizzazione di una variante per evitare il passaggio dei camion all’interno di Sassa e altri per proteggere la zona, a ridosso del fiume, dal rischio esondazioni attraverso il posizionamento di appositi cassoni». Insomma, alla scuola resterebbe ben poco dei 10 ettari e comunque uno spazio insufficiente per il laboratorio all’aperto. Tra l’altro, la realizzazione della variante dividerebbe il terreno in due lotti non comunicanti tra di loro. «Si può dire, dunque, che per creare una scuola se ne distrugge un’altra», conclude Evangelista. «Non me la sono sentita di firmare quel protocollo, ma da parte mia c’è la massima disponibilità: sono anche favorevole a cedere tutto il terreno purché me ne venga dato in cambio un altro, anche più piccolo, da utilizzare come azienda agricola».

Michela Corridore

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