Nuove aule studio e mensa alla facoltà di Economia

Sono stati appena consegnati all’impresa i lavori per la realizzazione dell’opera Di Benedetto (Univaq): speriamo di avere l’edificio per il secondo semestre
L'AQUILA. Basta studiare assiepati sui banchi nei corridoi, o nelle aule destinate alle lezioni, dove dover condividere gomito a gomito la cattedra. E basta, finalmente, accomodarsi tra una lezione e l'altra sull'erba (quando non piove). Per gli studenti della facoltà di Economia del piccolo campus concesso all’Ateneo, in comodato d’uso, dal ministero della Giustizia, presto arriveranno nuove aule studio e una nuova mensa. Il Provveditorato alle Opere pubbliche, soggetto attuatore, ha consegnato mercoledì 29 i lavori alla ditta subentrata a quella che aveva vinto l'appalto e nel frattempo fallita. A distanza di due anni, che stanno per diventare tre, le criticità legate agli spazi di Economia saranno presto risolte.
«L'Ateneo spera di poter avere l'edificio in tempo per l'avvio del secondo semestre», è l'auspicio del direttore generale dell'Università dell'Aquila, Pietro Di Benedetto. Con il sopralluogo della ditta, tre giorni fa, si potrà partire con i lavori in particolare nell'edificio B, che presenta difetti strutturali dovuti a carenze progettuali che hanno provocato infiltrazioni d'acqua e reso necessario prevedere nel progetto la realizzazione di pensiline esterne. Oltre alla mensa dell'Adsu, in cui i lavori sono partiti da alcuni giorni sotto “l'occhio” vigile degli studenti del Gruppo studentesco “Senza fili” – che da mesi mantengono alta l'attenzione sui problemi di Economia – nell'edificio B troveranno spazio tre aule lettura, che ospiteranno una piccola parte degli 8mila volumi della Facoltà (la maggior parte resterà a Pile, nei locali universitari dell'ex industria Felix), liberando spazi nell'edificio C. A ritardare l’iter per l'avvio dei lavori è stata la lentezza con cui il Genio civile ha dato l’ok, «arrivato soltanto a ottobre», ricorda Di Benedetto, «nel frattempo il Provveditorato ha dovuto assegnare i lavori a un’altra impresa con affidamento diretto. Tutta questa vicenda conferma quanto sia difficile lavorare in questa città: per una cosa così banale, ci sono voluti passaggi lunghi un anno». Soddisfatti gli studenti, che confermano la volontà di collaborare in sinergia con l'Università per risolvere questo e altri problemi. «Siamo dispiaciuti che sia passato tanto tempo, ma comunque aspettiamo fiduciosi che arrivi questo regalino per Natale», dicono dal “Senza fili”, «presto arriveranno anche nuove sedie, più ergonomiche e capienti, mentre i docenti hanno deciso di risistemare l'ingresso, tra le altre cose, tinteggiando le pareti. E alcuni studenti predispongono gli addobbi natalizi, perché ci sentiamo parte di una famiglia».

