Nuove regole per ristrutturare il duomo e le chiese

5 Agosto 2016

L’AQUILA. Il Duomo di San Massimo, la chiesa di San Marciano e Nicandro e quella di Santa Maria dei Raccomandati: sono solo alcune delle chiese vincolate tra le decine della città e del cratere...

L’AQUILA. Il Duomo di San Massimo, la chiesa di San Marciano e Nicandro e quella di Santa Maria dei Raccomandati: sono solo alcune delle chiese vincolate tra le decine della città e del cratere sismico per le quali verrà presto risolto l’impasse che dura da anni. Un punto di partenza arriva dall’incontro che si è avuto ieri a palazzo Fibbioni tra il sindaco Massimo Cialente e l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano con il nuovo segretario regionale del Mibact, Stefano Gizzi, la soprintendente unica Alessandra Vittorini e Berardino Di Vincenzo del segretariato regionale. Un incontro sollecitato da sindaco e assessore, preoccupati per lo stallo che coinvolge la ricostruzione pubblica e dal quale è emerso un importante passo avanti sull’attuazione dell’articolo 11 della legge 225 del 2015, che dispone la possibilità per il Mibact di acquisire i progetti già depositati delle chiese vincolate. Come ad esempio quello del Duomo. Il nuovo passaggio sancisce che tali chiese sono immobili su cui s’interviene con le procedure della ricostruzione pubblica. Non solo: il legislatore si preoccupa che l’attività precedente non generi contenziosi e che l’iter non riparta da zero. Questo permetterà di recuperare tempo prezioso sulla ricostruzione. Sempre sull’esempio del Duomo, se oggi la Soprintendenza venisse investita della sua ricostruzione, dovrebbe fare la gara di progettazione, poi il progetto e infine la gara d’appalto: ci vorrebbero almeno due anni. La legge fissa, però, alcuni limiti: che i progetti siano stati già depositati alla Soprintendenza e che non ci siano ulteriori oneri per lo Stato.

Marianna Gianforte

©RIPRODUZIONE RISERVATA