Nuove sale operatorie aperte dopo 14 anni

Occupano una superficie di 540 metri quadrati, costo 3 milioni e 500mila euro La protesta di un gruppetto di manifestanti: il punto nascita va salvato
SULMONA. Sono state inaugurate ieri dalla sindaca Annamaria Casini alla presenza del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, le nuove sale operatorie dell’ospedale di Sulmona. Un taglio del nastro atteso da 14 anni arrivato in un momento molto delicato per la sanità del Centro Abruzzo. Ad attenderli all’ingresso dell’ospedale i vertici della sanità regionale, hanno trovato infatti, un gruppetto di manifestanti con striscioni e volantini contro il declassamento dell’ospedale e contro la chiusura del punto nascita. E almeno su quest’ultimo punto D’Alfonso e Paolucci sono stati concordi nel dire che il punto nascita di Sulmona non chiuderà, anzi la Regione investirà per renderlo più efficiente e sicuro. Buone notizie sono arrivate anche sulla realizzazione del nuovo ospedale e sulla conferma delle reti di emergenza urgenza con l’ospedale di Sulmona che avrà un ruolo determinante.
SALE OPERATORIE. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di due sale operatorie ma successivamente, con una perizia di variante, ne è stata realizzata una terza, in modo da soddisfare al meglio le esigenze dell’attività chirurgica. Le tre sale operatorie, due per l’attività ordinaria e una terza per interventi d’urgenza, occupano una superficie di 540 metri quadrati e sono costate circa 3 milioni e 500mila euro. Due dei tre ambienti sono schermati per consentire di effettuare esami di diagnostica senza andare in radiologia. Il nuovo quartiere operatorio è dotato di una sala di preparazione all’intervento chirurgico e di una ricovery room, dove il paziente, dopo l’intervento chirurgico, riprende lentamente coscienza e recupera le funzioni vitali. Oltre al blocco operatorio è stata realizzata un’area di 200 metri quadrati dedicata alla sterilizzazione degli strumenti chirurgici e di altro materiale. Le nuove sale operatorie avranno sistemi di sicurezza quali il controllo della temperatura degli ambienti e l’utilizzo di materiali necessari allo svolgimento dell’attività operatoria. «È un momento importante perché si inaugurano tre sale operatorie del tutto nuove, che hanno una nuova tecnologia in grado di dare più sicurezza e più qualità», ha affermato l’assessore regionale Silvio Paolucci, «nello stesso tempo, va ricordato che l’ospedale di Sulmona è il primo su cui la Regione sta facendo l’investimento più importante: non solo è partita la costruzione dell’ospedale, ma nella programmazione sanitaria regionale a Sulmona è stato dato un ruolo determinante per la rete di emergenza urgenza, perché ci sono tutti i tre i percorsi tempo-dipendenti: la Stroke Unit, che aggredisce il grande tema dell’ictus, l’Utic, per la rete cuore e l’ortopedia».
PUNTO NASCITA «La questione dell’ostetricia è una storia a sè: tutto è congelato, grazie anche ai rilievi dell’Agenas che sono stati opportuni», ha spiegato Paolucci, «la Asl e la sanità regionale sono al lavoro per trovare le giuste soluzioni». Il governatore D’Alfonso, sul reparto di maternità è andato oltre parlando di investimenti. «Abbiamo potuto incrociare procedure nazionale, esigenze di garanzie e sicurezza con la domanda della collettività territoriale. Poi c’è un dato aggiuntivo, siccome gli investimenti riguardanti anche l’economia del turismo riverseranno numeri crescenti ulteriori in questo bacino d'utenza, ritengo che ci saranno, con intelligenza, ulteriori investimenti per il punto nascita».
I REPARTI DA ATTIVARE «Vogliamo che da un punto di vista gestionale, gli atti aziendali che si stanno definendo prevedano strategie per cui i reparti vengano dotati dal punto di vista quantitativo e qualitativo quelle risorse apicali e non, che possa garantire una piena qualità di questo ospedale. L’area chirurgica ci preme in particolare, vogliamo che l’Uoc di Rianimazione territoriale ci venga concesso in sede di programmazione anche della medicina territoriale. Su quest’ultima vogliamo dire la nostra perché sul territorio ci saranno premesse affinché si possa sul territorio completare un assetto qualitativo adeguato».
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