Nuove tombe dalla terra del Guerriero

Capestrano, scoperte quattro sepolture nell’ambito della ripresa del progetto di scavi. Pronte iniziative per valorizzarle
CAPESTRANO. Sono ripresi nei giorni scorsi gli scavi nella piana di Capestrano, “indagata” dal 2003 dall’Università di Chieti. Nei giorni scorsi sono state portate alla luce quattro nuove sepolture, che si aggiungono a quelle già studiate sullo stesso sito, e i resti di un’antica strada. Le aree di scavo sono due: l’abitato italico-romano di Aufinum e la necropoli, nella piana di Capestrano. «L’abitato sta restituendo interessanti resti di un tempio di II secolo avanti Cristo, con una lunga continuità di culto, dalle fasi italiche all’età cristiana, con una chiesa paleocristiana tra le più antiche dell’area», spiegano la docente dell’Ateneo Oliva Menozzi e il direttore degli scavi per la Soprintendenza archeologica Vincenzo D’Ercole. «Della necropoli si sta investigando il settore orientale con il nucleo di Capodacqua, nel quale furono rinvenute sepolture negli anni Sessanta relative all’età arcaica. Un imprenditore locale, Alfonso D’Alfonso, proprietario dell’agriturismo “Terra di Solina”, ha generosamente messo a disposizione il terreno per lo scavo». Le sepolture venute alla luce in questi giorni non sono state ancora aperte, ma le aspettative sono molte: lo scorso anno l’Università di Chieti ha scavato varie sepolture, di cui due particolarmente ricche, con armi italiche e databili all’epoca del noto Guerriero. Gli scavi didattici sono curati per l’Università anche dai docenti Sonia Antonelli ed Eugenio Di Valerio del Dipartimento di Scienze della salute; realizzati in collaborazione con la Soprintendenza per L’Aquila il cratere, diretta da Alessandra Vittorini, e supervisionati dall’ispettore di zona Deneb Teresa Cesana.
SCAVI APERTI. Per coinvolgere la popolazione nelle indagini si terrà la prossima settimana la manifestazione “Scavi aperti”: dalle 17 alle 19 di ogni giorno tra il 2 e l’8 luglio chi è interessato potrà partecipare ai lavori archeologici. Durante tutta l’estate, inoltre, l’agriturismo organizza pranzi e cene vestine, con degustazione di cibi e bevande locali ispirati ad antiche ricette tramandate dalle fonti e confermate da analisi archeometriche dei resti organici. A chiusura della settimana vestina, nel pomeriggio dell’8 luglio, dalle 17,30 alle 22, si organizzerà all’interno di castello Piccolomini una serie di laboratori didattici, dedicati ai bimbi. In novembre è previsto un convegno scientifico, dal titolo “Vestini in Itinere” in cui studiosi di varie Soprintendenze, Università italiane ed enti di ricerca inglesi, francesi e tedeschi si confronteranno su una realtà archeologica di interesse internazionale. «Grazie alla sinergia tra università, soprintendenze, amministrazione comunale e imprese private si sta realizzando il progetto di trasformare queste terre in un laboratorio di archeologia esperienziale open air», concludono gli studiosi, «dove cultura, cibo, ambiente, geologia vengono coniugati nell’ottica di un turismo esperienziale sostenibile».
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