Nuovo impianto per l’irrigazione: servirà trecento ettari nel Fucino

Gli interventi da Strada 8 a Strada 14 verranno ultimati entro l’anno, opera da 2 milioni 700mila euro Un piccolo aiuto per centinaia di imprenditori che anche quest’estate sono alle prese con la siccità
CELANO. Non è l’impianto finanziato con i fondi Masterplan, che avrebbe potuto risolvere definitivamente il problema dell’irrigazione nel Fucino. Ma per qualche centinaio di agricoltori significherà la fine di un incubo. Tra non molto infatti potranno irrigare i campi senza dover pompare acqua dai canali, risparmiando sui costi esorbitanti che l’impiego dei trattori comporta. Si tratta di un impianto che il Consorzio di bonifica Ovest sta realizzando da Strada 8 a Strada 14, tra Avezzano e Celano, con i fondi del Piano di sviluppo rurale 2014-2020.
L’impianto, che copre una superficie di oltre 300 ettari, è la prosecuzione di quello già esistente, realizzato dallo stesso Consorzio. Per questo nuovo impianto sono stati stanziati 2.700.000 euro. Alla gara d’appalto hanno partecipato 240 imprese. Se l’è aggiudicata una ditta umbra. La costruzione dell’impianto, i cui lavori sono stati appaltati il 21 ottobre 2020, ha rischiato però di saltare. L’aumento del 60% del costo dell’acciaio, elemento del quale l’impianto non può fare a meno, avrebbe impedito di portare a termine l’opera. Il commissario del Consorzio, Danilo Tarquini, ha trovato però una via d’uscita. Per far fronte all’aumento dei prezzi, non solo dell’acciaio, ha ottenuto dalla Regione Abruzzo l’autorizzazione a utilizzare la somma derivante dal ribasso d’asta nell’aggiudicazione dell’appalto. Con questa operazione il Consorzio potrà disporre di altri 500.000 euro e i lavori potranno proseguire senza intoppi. L’ultimazione della struttura, assicura il commissario, avverrà entro quest’anno. Dunque la prossima estate, la superficie dell’area tra Avezzano e Celano, che attualmente usufruisce di un impianto irriguo grazie al quale l’acqua viene distribuita equamente attraverso tubature sotterranee, da 1.600 ettari arriverà a 1.900 ettari.
È già qualcosa, ma per risolvere una volta per tutte il problema dell’irrigazione nel Fucino, la cui superficie coltivabile si aggira sui 13.000 ettari, occorre che venga attuato il progetto per il quale a suo tempo sono stati stanziati 50 milioni. Soldi che sarebbero stati dirottati dal governo, autorizzato dalla Regione, per fronteggiare l’emergenza Covid. Con l’impegno che sarebbero stati restituiti non appena il progetto esecutivo, predisposto dall’Arap, sarebbe stato pronto. È passato quasi un anno dall’incarico dato a un pool di tecnici per redigere tale progetto e ancora non si sa nulla, Nel frattempo, comunque, il Consorzio di bonifica, potrebbe accogliere il suggerimento di Salvatore Di Benedetto, un imprenditore agricolo di San Benedetto dei Marsi, che propone di portare il numero delle paratìe dei canali del Fucino da uno a otto. Così l’acqua pompata dai pozzi dal Consorzio e riversata nei canali non potrà defluire nel Liri e si avrà più acqua per combattere la siccità.
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