Nuovo manager della Asl Spunta il nome di Maraldo

4 Febbraio 2016

Oggi giunta regionale straordinaria a Palazzo Silone, forse l’annuncio Cialente: chiunque sarà il prescelto dovrà essere bravo a rivitalizzare il settore

L’AQUILA. Aquilano sì, aquilano no. Sul nuovo manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila si accende uno scontro di campanile di cui, per la verità, non si aveva un gran bisogno.

Per oggi alle 16.30 è stata convocata una giunta regionale urgente a Palazzo Silone, sede della Regione, dal presidente Luciano D’Alfonso. È possibile che possa essere l’occasione dell’annuncio del nuovo manager. Si fa con grande insistenza il nome di Antonello Maraldo, attuale direttore provinciale Inail di Teramo-L’Aquila. Ha già ricoperto, all’epoca della giunta Del Turco, il ruolo di direttore amministrativo della Asl di Chieti. il suo nominativo, peraltro, è stato tra quelli circolati in occasione della scelta del manager Asl di Teramo. Allora, andò male, vediamo stavolta. Al di là dei sussurri provenienti da ambienti della Regione, la figura di Maraldo coinciderebbe con il profilo indicato nella riunione dell’altra sera tra lo stesso D’Alfonso, attorniato dai colleghi di giunta Lolli, Paolucci e Gerosolimo, e i sindaci del comitato ristretto che in sostanza hanno condiviso l’individuazione di una «figura terza» per il nuovo direttore generale o sub-commissario. Tra i sindaci c’era anche Massimo Cialente, oltre ad Angelo Caruso (Castel di Sangro), Gianni Di Pangrazio (Avezzano), Peppino Ranalli (Sulmona) e Giuseppe Calvisi (vicesindaco di Barisciano).

Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia al Comune dell’Aquila, spinge per una figura aquilana, mentre il sindaco Cialente non la pensa allo stesso modo. «Quando si comincia a parlare di cose serie», sottolinea il sindaco, «dire che uno deve essere aquilano o no ha poco senso, altrimenti la Juventus dovrebbe avere tutti giocatori piemontesi. O la Roma, oltre a Totti e De Rossi, dovrebbe avere anche tutti gli altri giocatori laziali. Si tratta invece prima di decidere qual è lo strumento rispetto all’obiettivo, poi lo si valuta indipendentemente dalla sua provenienza. Se le caratteristiche ricercate corrisponderanno a quelle di un aquilano sarà meglio, ma potrebbe arrivare da qualsiasi luogo d’Abruzzo, e non solo. Storicamente le città più vive sono quelle più aperte. Parlare di aquilanità, come fa Liris, è sbagliato ed è il segnale che il centrodestra, non avendo alcuna idea, la sta buttando sul campanile».

Cialente conferma che «quello che i sindaci hanno detto, con un distinguo di Calvisi, è: vogliamo un manager che segni una pagina nuova, che certifichi la fine delle amicalità, premiando efficacia ed efficienza, guardando agli utenti per una sanità che funzioni e con una grande capacità di ascolto per i protagonisti della stessa sanità. Basta con lobby e interessi. Il tutto in funzione degli obiettivi dando un giusto equilibrio e guardando a tutta la provincia».

Il sindaco dell’Aquila specifica che «si parte da un principio: ogni abruzzese, indipendente da dove abita, che sia a due passi dall’ospedale San Salvatore oppure a Castel di Sangro o Villavallelonga, deve avere le stesse sicurezze e le stesse facilità di accesso come risposta sanitaria». Esiste un albo, che è quello dal quale la giunta regionale pescherà il manager. «La legge assegna la nomina al presidente della Regione», conferma Cialente, «c’è un albo dal quale scegliere. Se il nuovo direttore è stato già individuato? Io penso che il presidente abbia delle idee e sa di assumersi una responsabilità importante».

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