Nuovo microscopio elettronico acquistato dall’Università

11 Ottobre 2018

L’AQUILA. Oggi, alle 11, nell’aula magna dell’edificio “Alan Turing” nel polo didattico di Coppito, sarà presentato il nuovo microscopio elettronico a scansione (Sem) installato nel Centro di...

L’AQUILA. Oggi, alle 11, nell’aula magna dell’edificio “Alan Turing” nel polo didattico di Coppito, sarà presentato il nuovo microscopio elettronico a scansione (Sem) installato nel Centro di microscopie dell’Università degli Studi dell’Aquila
«Si tratta del Sem più avanzato attualmente installato in Italia», fanno sapere dall’Ateneo, «per analisi di campioni ad ampio spettro. La caratteristica principale di questo tipo di microscopio elettronico consiste nel fatto che, grazie alla presenza di diversi sistemi per l’analisi degli elettroni e di vari accessori, permetterà l’analisi, con altissime risoluzioni (fino a 0.6 nm), di campioni di diversa natura, dai nuovi materiali a campioni biologici, reperti archeologici, campioni da opere d’arte, materiali per costruzioni, particelle di inquinanti presenti in atmosfera, materiali contenenti amianto. L’acquisto di questo microscopio, finanziato con fondi di Ateneo, è stato sostenuto dalla rettrice e reso possibile grazie alla disponibilità dei direttori di Dipartimento dell’Ateneo a potenziare il Centro di Microscopie che da oltre 30 anni lavora per tutti gli studenti e ricercatori sia dell’Ateneo dell’Aquila che di Atenei vicini e che ha contribuito alla crescita della ricerca e sviluppo di diverse imprese del territorio, anche legate alla ricostruzione della città».
«Infatti, il Centro di microscopie fin dalla sua istituzione», prosegue la nota, «nella metà degli anni Ottanta si occupa di analizzare campioni di diversa provenienza, nell’ambito di attività di ricerca di base e applicata, nel campo della didattica, nell’analisi di prodotti dell’industria, di materiali provenienti da ritrovamenti archeologici, e negli ultimi anni, anche di materiali utilizzati nella ricostruzione e nel restauro di opere d’arte. Grazie all’utilizzo del nuovo microscopio, il Centro potrà implementare le sue attività in questi campi permettendo un salto di qualità delle immagini, velocità di analisi, possibilità di analizzare campioni prima impossibili da studiare, capacità di osservare particolari di dimensioni nanometriche (un milione di volte più piccole di una formica)».
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