Nuovo municipio: salasso da 1,8 milioni sulla città

29 Luglio 2020

La Corte d’Appello respinge il ricorso: il Comune deve saldare il debito con Irim L’opera diventa patrimonio pubblico, alla futura giunta l’onere di completarla

AVEZZANO. Il Comune dovrà pagare 1 milione 800mila euro a Irim, il raggruppamento di imprese che ha in parte realizzato il nuovo municipio in via Aldo Moro, ormai storica incompiuta del quartiere Pulcina. Un salasso per le casse municipali.
I giudici della Corte d’Appello dell’Aquila, infatti, fanno scattare il via libera al pagamento della somma alle Imprese riunite marsicane, stabilito dal collegio arbitrale a Teramo e poi congelato dal presidente della sezione civile – il 16 giugno, su istanza del Comune – in attesa del verdetto finale.
I magistrati, dopo aver dichiarato entrambe le parti in causa «inadempienti rispetto agli obblighi contrattuali previsti», hanno rigettato l’istanza di sospensione avanzata dall’Ente e, per l’effetto indotto, revocato il provvedimento “intermedio”. Il Comune, quindi, dovrà pagare il quantum, un po’ più salato rispetto al milione e mezzo fissato in prima battuta (nella fase di passaggio tra la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Gabriele De Angelis e l’arrivo del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, rimasto senza esito), prendendo in carico il nuovo municipio per l’atteso completamento, prima che cada definitivamente a pezzi: i segni dell’abbandono e degli atti vandalici, infatti, sono sempre più visibili dentro e fuori della mega-struttura messa in cantiere dall’amministrazione Floris nell’ambito del Contratto di quartiere II. A quasi 15 anni dall’avvio, al di là delle questioni giudiziarie e contabili dell’autorità giudiziaria e della Corte dei conti, quindi, il nuovo municipio passa nella disponibilità del Comune chiamato a pagare a Irim 1.811.008,52 euro per gli ultimi lavori eseguiti più gli interessi maturati. Cadono, invece, le richieste di risarcimento incrociate, mentre le opere realizzate sono definitivamente acquisite al patrimonio del Comune di Avezzano. Fine del rapporto: i giudici hanno dichiarato «risolto per mutuo dissenso il rapporto intercorso legato alla convenzione siglata il 31 maggio 2006, integrata il 27 ottobre 2011».
Per bloccare il pagamento, il commissario prefettizio Mauro Passerotti, aveva invocato «il contrasto con la sentenza penale con cui il tribunale di Avezzano aveva riconosciuto un risarcimento di danni a favore del Comune, a titolo di acconto, di un milione di euro». Nulla da fare. Per i tre giudici «non appaiono connotati da evidente e inoppugnabile fondatezza quanto alla presenza nella decisione impugnata di errori o di vizi che, deducibili nell’ambito dell’impugnazione a critica vincolata prevista dalla legge in riferimento al lodo arbitrale, ne manifestino la nullità». Assunto che per i giudici apre la porta al pagamento, poiché si tratta dell’importo relativo al residuo corrispettivo spettante alla Irim per le opere effettivamente e regolarmente eseguite, accertate e quantificate dal Ctu nominato nel corso del giudizio arbitrale, peraltro in misura pressoché corrispondente, una volta considerati anche gli oneri concessori pari a 360mila euro, alla quantificazione operata dal nuovo direttore dei lavori nominato dal Comune nella relazione finale datata 4 maggio 2019, dove si dà atto che «i lavori sono stati realizzati a regola d’arte con buoni materiali, in conformità del progetto e delle perizie di variante approvate salvo lievi modifiche rientranti nei limiti discrezionali della direzione lavori».
Il Comune, quindi, dovrà aprire i cordoni della borsa per saldare il debito e poi trovare le risorse per completare la struttura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA