Nuovo municipio, sbloccati i lavori

3 Aprile 2016

Il consiglio comunale annulla gli atti sul maxi-cantiere al centro di un’indagine

AVEZZANO. Il consiglio comunale abolisce gli atti del nuovo municipio e si appresta a far ripartire il cantiere. Nel corso dell’ultima seduta è stato approvato un documento che potrà ridare il via ai lavori per l’ultimazione della struttura in via Aldo Moro. Il cantiere, al centro di un’indagine della magistratura per gli elevati costi sostenuti, è fermo da anni. «Un atto di legalità dovuto», ha commentato il consigliere Leonardo Rosa, delegato al Coordinamento affari legali, «nella direzione dell’usuale trasparenza e onestà di questa amministrazione, una scelta che prescinde dagli schieramenti politici e che ha come fine quello di assicurare ai cittadini avezzanesi la realizzazione di un bene di rilevante interesse».

La delibera, approvata nel corso del consiglio, infatti, ha l’obiettivo di superare la situazione di stallo del nuovo municipio e la diatriba tra il Comune di Avezzano e l’Irim, consorzio di imprese assegnatario dei lavori del Contratto di quartiere II. «Abbiamo ritenuto doveroso procedere in autotutela e disporre l’annullamento di quegli atti amministrativi e deliberativi interni che avevano dato luogo alle criticità legali e alle irregolarità segnalate dalla Procura», ha continuato Rosa, «subito dopo l’insediamento ci siamo subito attivati per risolvere l’annoso problema del contratto di quartiere, ma poi la Procura ha aperto un procedimento e le indagini sono proseguite per circa due anni e, in maniera parallela e riservata, anche le trattative e gli studi promossi dal Comune di Avezzano per trovare una soluzione conciliativa con l’impresa Irim».

L’amministrazione era arrivata al punto di concludere un accordo col consorzio Irim, al quale aveva già corrisposto 6milioni di euro. «La delibera approvata è fondamentale per la risoluzione degli atti che ci vincolano con l’impresa», ha concluso Rosa, «così da poter procedere alla predisposizione di nuovi atti finalizzati al completamento dell’opera e attendere anche il risarcimento dei danni».

Eleonora Berardinetti

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