Nuovo polo scolastico, via libera in giunta

Nascerà al posto della Lombardo Radice (edificio da demolire). Ma l’opposizione contesta il progetto
SULMONA. Il nuovo plesso unico scolastico sorgerà in viale Togliatti anziché in via XXV Aprile, sulle ceneri della scuola Lombardo Radice. A deciderlo è stata la giunta comunale con una delibera che ha messo fine a una storia che andava avanti ormai da 5 anni. Dopo la bocciatura dei fondi Pnrr, che dovevano servire per abbattere e ricostruire la scuola elementare, il Comune ricorre a un piano alternativo. In via Togliatti sorgerà un campus scolastico e la nuova Lombardo-Radice, due edifici distinti che però avranno un punto di collegamento. Saranno utilizzati i 4,5 milioni di euro che il Comune aveva già a disposizione per la realizzazione del polo unico scolastico di via XXV Aprile, progetto già pronto che doveva solo andare a gara e che viene sostituito dal nuovo deliberato l’altro giorno, con il quale l’amministrazione comunale vuole risolvere definitivamente, anche il problema della scuola Lombardo-Radice rimasto impantanato miei meandri della burocrazia. Dopo le determinazioni del Genio civile sul progetto originario, l’intervento era stato suddiviso in due lotti. Con il primo lotto è prevista la demolizione dell’intero primo piano e di parte del piano terra. Con il secondo la realizzazione di un ampliamento al piano terra per la realizzazione di nuove aule. Un progetto che secondo gli addetti ai lavori avrebbe portato ad ottenere meno aule delle attuali. Si è proceduto, quindi, a un nuovo studio di fattibilità che abbandonava il progetto iniziale già appaltato e anche l’ ipotesi successiva dei due lotti. La precedente giunta ha approvato lo studio di fattibilità che prevede la realizzazione di esoscheletri a sostegno dell’attuale edificio. Poi la scelta di ricorrere al Pnrr, bocciata dal ministero. Ora la decisione definitiva di spostare sull’area della Lombardo Radice il nuovo plesso unico scolastico, che la minoranza contesta.
«L’amministrazione precedente aveva già terminato l’iter esecutivo», evidenzia Salvatore Zavarella, passato recentemente dai civici di Gerosolimo a Fratelli d’Italia, «un progetto che aveva già tutti i pareri e doveva solo andare a gara. A quest’ora la gara era finita e potevano iniziare i lavori. Spostando il plesso su un altro lotto significa ricominciare tutto daccapo con ulteriore perdita di tempo e di denaro perché la ditta che aveva vinto l’appalto della Lombardo Radice, per la quale non c'è più un euro a disposizione, ha chiesto anche i danni». (c.l.)

