Nurzia riapre il bar in piazza dopo le vicissitudini post-sisma

23 Agosto 2020

L’AQUILA. I turisti seduti ai tavolinetti appena davanti alla porta del locale. E dentro lo storico bancone tornato al suo posto dopo una lunga attesa. Il torrone c’è, la cioccolata pure. A ben...

L’AQUILA. I turisti seduti ai tavolinetti appena davanti alla porta del locale. E dentro lo storico bancone tornato al suo posto dopo una lunga attesa. Il torrone c’è, la cioccolata pure. A ben guardare qualcosa di diverso c’è, i fregi sul soffitto hanno un colore più nitido, mentre la colonna al centro del locale sembra diversa da quella di una volta. Per Natalia Nurzia e il fratello Francesco ieri era un giorno speciale. Il giorno del ritorno a piazza Duomo. Da qualche giorno, infatti, da dentro le serrande semi-abbassate del bar a capo piazza entravano e uscivano persone indaffarate, chi con scatoloni del tradizionale torrone della famiglia Nurzia, chi con bicchieri, piatti.
Alla fine la riapertura dello storico locale è stata pubblicizzata con un grande “Apertoo” scritto in stampatello sui social. Come a volero dire ad alta voce. O meglio, urlare. In effetti, per moltissimi avventori tornare nello storico bar a capo piazza è stata una grande emozione. Non c’era la possibilità di condividere la gioia con baci e abbracci, visto l’obbligo di mascherine che ancora incombe sui locali pubblici, ma la soddisfazione era palpabile in tutti.
Oggi, rispetto a 11 anni fa, quando anche il bar Nurzia fu travolto dal sisma del 2009, rimanendo aperto per qualche tempo grazie a un’agibilità provvisoria ma poi costretto a delocalizzare nei locali della ex Standa in corso Federico II, non tutto è tornato al suo posto.
Nell’inventario delle cose che c’erano una volta e che oggi non ci sono più una nota la merita la crepa sull’intonaco sopra al bancone, orologio che ha scandito il tempo nei primi anni della ricostruzione. E se oggi manca soprattutto Ninetto, scomparso alcuni anni fa, dentro al bar si agita la vivace presenza della nipotina Maria, arrivata dopo il sisma. (r.p.)