“Oasi del Sangro” chiuso con 6 anni di ritardo

18 Ottobre 2016

Il business dei migranti, la novità emersa nella disputa tra il titolare e il gestore della struttura

CASTEL DI SANGRO. L’ordinanza di chiusura del villaggio turistico “Oasi del Sangro”, che fino a qualche giorno fa ospitava una colonia di migranti poi trasferita in una struttura di accoglienza di Sulmona, sarebbe arrivata a sei anni di distanza.

La novità è emersa in questi giorni a seguito del contenzioso sorto tra il proprietario e il rappresentante legale della ditta che ha in gestione la struttura ricettiva. A seguito dell’alluvione del fiume Sangro che si verificò nel 2010 che portò all’allagamento anche del villaggio turistico realizzato proprio in un’area a ridosso del fiume, il Comune chiese ai proprietari la messa in sicurezza dell’argine.

Lavori che in sei anni non sarebbero stati mai eseguiti e nonostante l’inadempienza della proprietà, che nel frattempo ha provveduto anche ad affidarla in gestione, la struttura ricettiva sarebbe rimasta sempre aperta e funzionante.

Ora, anche in relazione al contenzioso che si è aperto tra il proprietario M.C. e l’attuale gestore, M.L., a seguito di una denuncia per lesioni gravissime, per fatti che si sono verificati tra agosto e settembre, il Comune, a distanza di sei anni, ha deciso di dar seguito alle intimazioni, mettendo i sigilli al villaggio turistico.

Ma la storia è destinata ancora a far parlare di sé anche per l’indagine sulla scazzottata.(c.l.)

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