Oculistica, interventi di eccellenza e qualche macchinario obsoleto

25 Novembre 2017

Di Bastiano: puntiamo molto sulle terapie pediatriche ma abbiamo bisogno subito di nuova strumentazione

AVEZZANO. Il 20 per cento di prestazioni in più rispetto allo scorso anno, ma dei pezzi un po’ vecchi che andrebbero sostituiti per evitare di mettere in crisi i tempi di attesa. Il reparto di Oculistica dell’ospedale di Avezzano è un’eccellenza che richiama ogni anno centinaia di pazienti non solo dalla Marsica, ma anche dalla Provincia di Rieti, Roma e Frosinone. Proprio per questo, il primario, Walter Di Bastiano, lavora costantemente per ridurre le liste d'attesa e riuscire a dare a tutti una risposta concreta. Il reparto, al quarto piano del Santi Filippo e Nicola, è molto trafficato fin dalle 7 del mattino. I pazienti, infatti, vengono convocati in ospedale in base agli interventi da effettuare. Ogni giorno il numero può variare in base al tipo di operazione. A ognuno viene assegnato un letto, dove poter attendere il proprio turno e dove tornare subito dopo l’intervento. Nel giro di un paio d’ore, poi, si effettua il controllo e si torna a casa. Per un intervento alla cataratta bisogna attendere un mese e mezzo, ma si lavora per diminuire ulteriormente i tempi di attesa. Questa organizzazione minuziosa del lavoro viene ripetuta quotidianamente dal lunedì al venerdì, grazie allo staff coordinato da Di Bastiano e formata dai medici Vincenzo Novacco, Dino De Mattia, Marco D’Amico, Fabio Di Censo e Rachele Di Bastiano, dalla caposala, dai sette infermieri, dai tre ortottisti e dai 3 operatori sanitari. «Tre giorni a settimana i nostri infermieri stanno al fianco dei medici in sala operatoria», commenta Di Bastiano. «Da due anni li abbiamo formati per essere operativi e senza indennità aggiuntive. In questo modo evitiamo di gravare sul personale di sala e possiamo effettuare cinque sedute di interventi invece di tre, tra laser, cataratta e altro. Quest’anno abbiamo aumentato del 20 per cento le operazioni rispetto allo scorso anno, siamo arrivati a circa 2.300. Il 90 per cento dell’attività è in day surgery, prima delle 14 si va a casa». Nell’unità operativa, illuminata da una statua di Santa Lucia protettrice della vista, l’ordine è di casa. Il corridoio, lungo il quale vige il divieto assoluto di utilizzare il cellulare, è decorato con grandi stampe colorate che rendono l’ambiente più piacevole. I bagni sono divisi tra ospiti e interni. I vari ambulatori si susseguono uno dopo l’altro: chirurgia refrattiva, ortottica, retina, glaucoma, cataratta, ecografia oculare e pediatrico. «Oltre agli interventi facciamo molta attività ambulatoriale, due volte a settimana siamo al distretto sanitario», prosegue Di Bastiano. «Da qualche mese, poi, stiamo andando a supportare negli interventi anche l’ospedale di Sulmona dove c’è un solo medico, il tutto senza incentivi. Importante è il nostro ambulatorio pediatrico, attivo 2 giorni a settimana, dove effettuiamo anche le consulenze ai neonati». Anche se è una macchina che viaggia senza intoppi, qualche acciacco inizia a sentirlo. «La dotazione strumentale è discreta, ma alcuni macchinari dovrebbero essere sostituiti», ha concluso il primario. «Siamo preoccupati perché per la sostituzione potrebbe volerci troppo tempo e potremmo trovarci in difficoltà su alcuni esami».
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