Odissea finita, inaugurato il depuratore

Pescasseroli, impianto in funzione dopo otto anni di attesa tra ricorsi e infrazioni dell’Unione europea
PESCASSEROLI. Un’odissea lunga otto anni tra ricorsi, carte bollate e procedure d’infrazione da parte dell’Unione europea: da ieri mattina il nuovo depuratore di Pescasseroli è realtà. L’impianto è stato realizzato in un contesto naturale protetto, a oltre mille metri di quota, adottando le migliori soluzioni per minimizzare l'impatto ambientale. È progettato per funzionare in maniera modulare rispetto al carico e servirà, nei periodi di maggiore presenza turistica, oltre 12mila abitanti tra i comuni di Pescasseroli e Opi, consentendo di migliorare la qualità delle acque del fiume Sangro e del lago di Barrea, dichiarato balneabile proprio grazie a questo impianto. L’agglomerato di Pescasseroli potrà così uscire dalla procedura d’infrazione comunitaria 85/13, riferita agli scarichi di acque reflue urbane in aree sensibili, per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea. I lavori, per un valore complessivo di 4,1 milioni di euro, sono stati realizzati dalla ditta Guido Ricci in sei mesi, ma arrivano al traguardo dopo otto anni di contenziosi e ricorsi giudiziari e, come detto, due procedimenti di infrazione Ue. Presente all'inaugurazione il Commissario straordinario unico per la depurazione, Enrico Rolle, insieme al vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, alle consigliere regionali Marianna Scoccia e Antonietta La Porta e al presidente della Saca, società che gestisce il ciclo integrato delle acque per conto dei Comuni interessati, Luigi Di Loreto. «Prima di arrivare a questo importante traguardo», ha detto Di Loreto, «ci sono stati momenti difficili, ma se siamo riusciti ad arrivare al completamento di questa grande opera è stato perché c’era la convinzione che stessimo facendo una cosa importante per il territorio». (c.l.)
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