Oggi riaprono i cantieri ma con nuovi programmi

Le Associazioni di categoria chiedono fondi al Governo per i maggiori costi Il sindaco Biondi: le prescrizioni oltre ai tamponi impongono tutele per i lavoratori
L’AQUILA. È il giorno della riapertura. Nei cantieri della ricostruzione pubblica e privata le gru torneranno in movimento, dopo quasi due mesi di fermo totale. Ma sarà una ripresa dei lavori graduale, una sorta di “ricantierizzazione”, con le ditte edili impegnate a sanificare i locali, allestire adeguati spazi per la mensa e i servizi, programmare i percorsi differenziati per i fornitori e distribuire i Dispositivi di protezione individuale, guanti e mascherine, che le maestranze dovranno obbligatoriamente indossare. Andrà assicurata anche la distanza minima di sicurezza, almeno un metro, tra gli operai. Proseguono anche i test con i tamponi anti-Covid: i primi cento, effettuati dall'Ance a Collemaggio, hanno dato esito negativo.
GRU IN MOVIMENTO. Qualche cantiere ha riaperto i cancelli già la settimana scorsa, ma il grosso si registrerà oggi, con l'avvio dei lavori anche di importanti opere pubbliche, come Palazzo Margherita, ex sede municipale. Si ripartirà anche nei 56 comuni del cratere dove, per limitare il rischio di contagio, è stato siglato un protocollo con Usrc, Ance e Ordini professionali, per tracciare gli spostamenti degli operai. Quotidianamente le ditte appaltatrici dovranno riempire e consegnare ai Comuni le schede di rilevazione sulle soluzioni organizzative adottate. Il protocollo anti-contagio per garantire la sicurezza in cantiere, prevede piani di turnazione degli operai, con orari differenziati per evitare assembramenti in entrata e uscita, limitazione degli spostamenti all’interno del cantiere, contingentando l’accesso agli spazi comuni, comprese mense e spogliatoi e percorsi differenziati per i fornitori. All'ingresso del cantiere dovranno essere esposte tutte le informazioni da seguire per i dipendenti, compresa la rilevazione della temperatura.
MAGGIORI COSTI. L'Ance conta di effettuare fino a 500 tamponi al giorno. Anche la Cna si è attrezzata, nella propria sede, per effettuare i test e ha raccolto prenotazioni fino al 25 maggio.
Un provvedimento fortemente voluto dal sindaco, Pierluigi Biondi, che ha sollevato più di un'obiezione tra le Associazioni di categoria e i sindacati. Questi ultimi ne hanno chiesto il ritiro immediato.
«Oltre ai tamponi, le prescrizioni governative chiedono l’applicazione di disposizioni di tutela e garanzia, individuale e di lavorazione, che cambiano radicalmente il processo di ricostruzione», dice Biondi, «ciò aggrava di costi qualunque cantiere. Dopo due mesi di fermo forzato, i ritmi saranno più rallentati. Il vero tema da porre all’attenzione dell’agenda delle priorità nazionali è il riconoscimento alle imprese dei maggiori costi da sostenere, in ragione della modifica delle regole di lavoro, non contemplati all’atto della progettazione, prima dell'emergenza coronavirus. Solo questo sforzo, che deve essere nazionale e globale, salvaguarderà il principio di equità, consentirà ai cantieri di lavorare in tutela, garantirà remunerazione aziendale e sicurezza dei lavoratori».
TECNICI AL LAVORO. La riapertura di oggi è una sorta di “ricantierizzazione” e non si vedranno, almeno per qualche giorno, gli operai, ma soprattutto i tecnici al lavoro nei tanti cantieri della ricostruzione. Infatti, occorre riprogrammare tutto. E anche i tempi di riconsegna.
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