Oltre 600 chiamate al giorno, così il contact center va in tilt

L’AQUILA. Sono oltre 600 le chiamate quotidiane al contact center dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila riservato all’emergenza Covid. Il numero è triplicato nel giro di una decina di giorni, a...
L’AQUILA. Sono oltre 600 le chiamate quotidiane al contact center dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila riservato all’emergenza Covid. Il numero è triplicato nel giro di una decina di giorni, a testimonianza di un crescente allarme legato alla nuova ondata di contagi. Ieri in città si sono registrati 153 casi, 74 ad Avezzano, a fronte dei 516 emersi su tutto il territorio provinciale. Aumenta la richiesta di tamponi, con lunghe file davanti alle farmacie che offrono il servizio che non si vedevano da mesi. «Non siamo ancora ai numeri dello scorso gennaio», spiega il responsabile del contact center dell’Asl 1 Marco Martinicchia, «quando si toccavano le 3000 chiamate giornaliere. Ma fino a una decina di giorni fa si contavano 180, 200 telefonate al giorno, ora abbiamo superato le 600. Praticamente sono triplicate. I cittadini vogliono avere soprattutto informazioni per effettuare i tamponi e sull’attivazione della sorveglianza attiva. Nonostante la piena estate, siamo nel bel mezzo di una nuova ondata di contagi, che fa preoccupare in vista dell’autunno. Purtroppo», sottolinea Martinicchia, «il rischio è stato sottovalutato. L’informazione sulla pandemia è andata scemando, sono cadute le misure restrittive, è passato il messaggio che tutto fosse a posto o quasi. Capisco la voglia di normalità delle persone, così come le esigenze delle attività economiche. Ma la circolazione del virus è ancora molto preoccupante e non si deve abbassare la guardia». (r.s.)
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