Oltre seicento visitatori alla Necropoli di Fossa
FOSSA. Concluse con successo le aperture estive della Necropoli di Fossa connesse alle indagini archeologiche che durante il mese di agosto hanno permesso al pubblico di scoprire la rilevanza del...
FOSSA. Concluse con successo le aperture estive della Necropoli di Fossa connesse alle indagini archeologiche che durante il mese di agosto hanno permesso al pubblico di scoprire la rilevanza del sito e di approfondire, assieme agli specialisti, le moderne tecniche di scavo. Durante tutta la campagna di ricerche, infatti, è stata offerta gratuitamente la possibilità di visitare il sito grazie alla disponibilità degli studenti di archeologia impegnati nei lavori, pronti ad accogliere i visitatori e a illustrare le attività in corso. Le richieste sono state moltissime, oltre 600 visitatori, turisti ma anche abitanti del luogo, desiderosi di riscoprire il proprio territorio. L’iniziativa si è svolta nell’ambito dell’accordo di collaborazione scientifica e di valorizzazione del patrimonio archeologico di Fossa sottoscritto tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e cratere, l’Università dell’Aquila e il Comune di Fossa. Lo scavo archeologico, su concessione del Mibac, si è svolto sotto la responsabilità scientifica di Vincenzo D’Ercole, che ne curò la scoperta nel 1992, ed è stato diretto da Matteo Milletti, docente del corso di Etruscologia e antichità italiche all’Università dell’Aquila. Vi hanno preso parte non solo gli studenti di archeologia dell’Ateneo aquilano, ma anche altri provenienti dall’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, da “La Sapienza” Università di Roma e dall’Università di Siena. «La campagna di scavo», dicono gli organizzatori, «ha consentito di gettare le basi per una ripresa sistematica delle ricerche nell’area della Necropoli di Fossa, propedeutica alla valorizzazione del contesto in un’ottica di pubblica fruizione. I risultati preliminari della campagna e i progetti futuri verranno illustrati a breve dai responsabili scientifici, dalla Soprintendenza e dal Comune».
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