Omicidio a Tagliacozzo, ritrovati un fucile e una pistola calibro 765

12 Settembre 2015

Potrebbe essere la svolta delle indagini per la morte di Marco Callegari. Resta in carcere il presunto assassino Pietro Catalano. Indagati anche quattro romeni

TAGLIACOZZO. Un fucile a canne mozze e una pistola calibro 765 sono state ritrovate in un villino disabitato della Piccola Svizzera. È la svolta delle indagini dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, sull’omicidio di Marco Callegari , buttafuori ed ex pugile 46enne, romano che aveva scelto di vivere a Tagliacozzo. Il presunto assassino, Pietro Catalano, 47 anni, anch’egli romano e residente a Tagliacozzo, è stato arrestato ed è in attesa della convalida che ci sarà lunedì mattina.

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Quattro uomini romeni sono indagati per omicidio volontario. Si tratta di A.M.B. 29enne, I.H. (33), difesi dall’avvocato Antonio Pascale, I.B.S. (33), difeso dall’avvocato Andrea Tinarelli e R.I.I. (33), difeso dall’avvocato Sonia Giallonardo. I quattro sono stati interrogati per ieri per molte ore, fino a tarda notte, nella caserma dei carabinieri di Tagliacozzo. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

I quattro si sono presentati ai carabinieri, dopo aver letto che c’erano dei ricercati. Con loro c’erano anche altre persone, tutte in corso di identificazione. Ai militari hanno detto di non avere nulla a che fare con l’omicidio. Si tratta delle stesse persone che erano in compagnia di Catalano qualche ora prima dell’omicidio. I carabinieri li hanno riconosciuti nel video di sorveglianza di un bar della piazza di Tagliacozzo, dove hanno consumato caffè e acquistato birra.

Su disposizione del pm Vincenzo Barbieri sono stati denunciati. Il pm non ha riconosciuto la possibilità di evasione. Ma al 29enne A.M.B., ieri pomeriggio è stata notificata la misura preventiva della sorveglianza speciale, per una serie di reati che ha perpetrato nella Marsica. Era già stato arrestato dai carabinieri, che lo ritengono responsabile di numerose rapine notturne agli anziani nella zona di Collelongo e Villavallelonga. L’uomo da poco è tornato dalla Germania, dove ha dichiarato di essere andato per lavorare. Anche un altro di loro, I.B.S. 33enne è rimasto coinvolto in un’operazione della polizia di Avezzano, denominata “Eldorado” mirata a sgominare una banda di rapinatori che agivano con le modalità del film “Arancia meccanica”.

A riconoscere i quattro, come i presenti all’omicidio è stato un “supertestimone”, un giovane romano, arrivato ieri notte in caserma a Tagliacozzo da Roma, scortato dai militari. Si tratta di un amico di Callegari che pare abbia assistito alle botte e all’omicidio. Presenti quel giorno ai fatti accaduti alla Piccola Svizzera anche due italiani. Intanto rimane in coma, all’ospedale Umberto I di Roma, A.P. romeno di circa trent’anni, che presumibilmente è stato colpito a martellate da Callegari, prima che fosse freddato a colpi di arma da fuoco.

Si è ora in attesa dei risultato dei rilievi del Ris, mirate  a stabilire se a sparare è stato Catalano. Gli investigatori protendono con la tesi che l’arma ritrovata nel villino disabitato è quella da cui sono partiti i proiettili che hanno ucciso l’ex pugile.

Le indagini, coordinate dal colonnello dei carabinieri a capo del comando provinciale, Giuseppe Donnarumma, per ricostruire l’accaduto sono ancora in corso e sono condotte dagli uomini del capitano della compagnia di Tagliacozzo, Edoardo Commandè. Alle indagini partecipa anche il reparto operativo investigativo dell’Aquila.