Omicidio Maiorano, rinvio a giudizio per il marito

21 Settembre 2023

L’uomo è accusato di aver ucciso la 41enne: ora rischia l’ergastolo. La donna fu trovata senza vita un anno fa a Osimo

INTRODACQUA. Si aprirà il prossimo 19 dicembre, davanti alla Corte di Assise di Ancona, il processo nei confronti di Tarik El Ghaddassi, il 42enne marocchino, accusato di aver ucciso Ilaria Maiorano, la moglie di 41 anni originaria di Introdacqua, massacrandola di botte nella loro abitazione a Padiglione di Osimo, in provincia di Ancona. L’omicidio risale all’11 ottobre del 2022, quando il corpo della donna venne trovato senza vita nel letto della cameretta delle figliolette, in una pozza di sangue. L’accusa, sostenuta dalla procuratrice aggiunta Valentina D’Agostino, è di omicidio volontario pluriaggravato dalla crudeltà, dai futili motivi, dai maltrattamenti, dalla presenza delle figlie minorenni e da quella di aver commesso il fatto durante l’esecuzione di una pena visto che l’uomo era agli arresti domiciliari per un fatto pregresso di altra natura. Accuse pesantissime per cui il 42enne rischia una condanna all’ergastolo. Il rinvio a giudizio è stato deciso ieri, dal giudice per le udienze preliminari Alberto Pallucchini, al termine dell’udienza che si è tenuta al quinto piano del tribunale di Ancona. Una camera di consiglio molto breve, anche alla luce dell’evidenza delle prove raccolte dalla pubblica accusa contro l'imputato, presente in aula. L’uomo è assistito dall’avvocato Domenico Biasco. Ai carabinieri l’uomo aveva riferito di un litigio scoppiato la sera prima con la moglie, sostenendo che era caduta dalle scale ma che si era rialzata ed era andata a dormire nella camera delle bimbe. Il 42enne è in carcere da quel giorno e ieri, è stato portato in manette davanti al gup, dalla polizia penitenziaria e al termine dell’udienza è stato riaccompagnato in carcere dove aspetterà l’inizio del processo. Nel corso dell’udienza di ieri sono state accolte le costituzioni di parte civile dei familiari della donna uccisa, la madre Silvana e il fratello Daniele, entrambi di Introdacqua, assistiti dall’avvocato Enrico Ciafardini, delle figlie minorenni che hanno come tutore Arianna Benni, con l’avvocato Giulia Marinelli e un’associazione, “Il giardino segreto” che tutela gli orfani da femminicidio. (c.l.)
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