Omicidio stradale, errore fa saltare udienza

15 Settembre 2021

Processo rinviato per un difetto di notifica: l’imputato deve rispondere dell’investimento di un 22enne

L’AQUILA. È stata rinviata al 21 ottobre, per un difetto di notifica, l’udienza preliminare (giudice Baldovino De Sensi) a carico di Marco Di Giulio, 52 anni dell’Aquila, accusato di omicidio stradale perché mentre era alla guida della sua auto ha travolto e ucciso Tiberio Giorgi, 22 anni di Arischia. Secondo la richiesta di rinvio a giudizio, Di Giulio «mentre percorreva con la sua auto la strada statale 80 con direzione di marcia Campotosto-L’Aquila proveniente da curva a visuale coperta in prossimità dell’intersezione con la strada locale via Macindole (zona Arischia) – per colpa consistita in negligenza e non usando la massima prudenza al fine di evitare incidenti, non rispettando la segnaletica verticale del limite di velocità pari a 50 chilometri orari tenuto conto anche della presenza di una intersezione, omettendo di adeguare la propria andatura alle condizioni di tempo e luogo in particolare guidava in prossimità dell’intersezione con la strada locale via Macindole alla velocità calcolata non inferiore a 55 chilometri orari – investiva il pedone Tiberio Giorgi che proveniente da via Macindole era in procinto di attraversare la strada statale 80 colpendolo al fianco sinistro del corpo determinandone il caricamento sul cofano e parabrezza dell’auto e causandone la caduta così cagionandogli lesioni personali consistite in politrauma da investimento, shock post-traumatico con conseguente arresto di circolo che ne determinavano il decesso dopo circa tre ore». L’incidente è avvenuto il 20 agosto 2019 intorno alle 19.20. L’avvocato di parte civile (i genitori e il fratello di Tiberio Giorgi) Domenico Musicco dopo il rinvio dell’udienza ha detto: «Confidiamo nella giustizia e in una pena adeguata al fatto. Grazie alla nostra consulenza redatta dall’ingegnere forense Alghero Vincenti dimostreremo che l’imputato con una condotta di guida distratta e imprudente ha determinato la morte dell’incolpevole Tiberio». Il legale ha anche sottolineato la delusione dei genitori per un rinvio causato da un cavillo (Di Giulio non avrebbe ricevuto la raccomandata) e ha ribadito che l’imputato non «ha mai avuto parole di scusa nei confronti della famiglia Giorgi». (cr.aq.)