Operai sfruttati, il 30 le audizioni

9 Settembre 2015

La Procura vuole sentirli prima possibile temendo condizionamenti

L’AQUILA. La Procura preme l’acceleratore nell’ambito dell’inchiesta su presunte vessazioni e sfruttamenti di operai che lavorano nella ricostruzione. E, pertanto, ha ottenuto dal gip, tramite incidente probatorio, che gli stessi operai, una decina perlopiù romeni, siano ascoltati per testimoniare quanto accadeva. Questo si farà il 30 settembre nel corso di un’udienza camerale. In sostanza la Procura vuole assicurarsi delle prove prima che, (teoricamente) qualcuno possa in qualche modo condizionare le loro versioni dei fatti e questo, prima avviene meglio è per tutti. Si tratta, del resto, di operai stranieri che non hanno alcuna forza contrattuale.

Nell’inchiesta sono ai domiciliari cinque persone. Si tratta degli imprenditori sulmonesi, Francesco Salvatore e Panfilo Di Meo e i teramani Giancarlo Di Bartolomeo, Massimo Di Donato, Antonio D’Errico. Mentre è ancora in carcere Nicolae Otescu, il quale si è costituito dopo alcuni giorni e il suo avvocato Elvio Fortuna del Foro di Teramo sta studiando le strategie per far attenuare la misura cautelare.

Intanto i giudici del riesame stanno per depositare il loro verdetto sull’appello contro la misura cautelare, contestata in radice, a carico degli indagati sulmonesi. Il ricorso è stato redatto dall’avvocato Alessandro Margiotta.

Tutti gli indagati, che sono stati ascoltati, hanno contestato non solo le misure cautelari ma hanno negato qualsiasi coinvolgimento nell’inchiesta dei carabinieri.

La procura e gli stessi carabinieri hanno comunque usato una linea molto dura con i sospettati sostenendo la presenza di indizi di colpevolezza che poggerebbero su basi molto solide sulla scorta di intercettazioni comprese quelle che riguardano gli stessi operai. Ma i reati contestati sono diversi. Per cui la battaglia legale sarà lunga.(g.g.)

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