Operai sfruttati, liberi i costruttori

12 Settembre 2015

Il Riesame concede a De Meo e Salvatore l’obbligo di dimora

L’AQUILA. Colpo di scena nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai impegnati nella ricostruzione.

Infatti il Riesame, che due giorni fa aveva negato la libertà, ieri mattina si è pronunciato a favore della libertà dei due imprenditori sulmonesi Francesco Salvatore e Panfilo De Meo. I legali dei sospettati, Giovanni e Alessandro Margiotta, nel loro appello, avevano contestato l’opportunità della misura cautelare dei domiciliari. Questo sulla scorta del fatto che, ormai, le indagini sono terminate e non ha più senso tenere ai domiciliari queste persone che, comunque, non possono inquinare prove o altro. Ieri, dunque, è stato stabilito dal collegio (diverso da quello che aveva bocciato l’altro ricorso) che l’obbligo di dimora è la misura più corretta. In questa indagine dei carabinieri, denominata «Social dumping», sono implicati anche gli imprenditori teramani Giancarlo Di Bartolomeo, Massimo Di Donato, Antonio D’Errico, i quali sono ai domiciliari. I loro avvocati, ritenendo che l’inchiesta non poggi affatto su solide basi, stanno studiando le loro impugnazioni. Nelle scorse settimane si era costituito ai carabinieri anche l’ultimo indagato, Nicolae Otescu.

Il sospettato romeno è l’unico che al momento resta in carcere tra quelli indagati in questa vicenda.

C’è anche un piccolo giallo. Il provvedimento è stato comunicato a uno solo degli indagati ma probabilmente, visto che le posizioni sono identiche, si tratta di un disguido, cosa normale a causa del trasloco negli uffici giudiziari.

In relazione alla foto pubblicata sull’edizione di ieri del Centro si precisa che la stessa non si riferisce a questa, ma a un’altra inchiesta sempre inerente allo sfruttamento di manodopera. Ce ne scusiamo con gli interessati e i lettori.