Operaio massacrato a Barisciano madre e fratello sentiti in Procura

5 Dicembre 2019

Nel giorno dei funerali per i familiari si è rinnovato lo strazio col racconto delle ultime ore di vita di D’Amico Il Ris esamina i reperti trovati in casa: potrebbero contenere un dna compatibile con le tracce sulla vittima

L’AQUILA. Se nessuno seguirà l’esortazione di padre Alfonso – che nel corso dell’omelia pronunciata ai funerali ha invitato l’assassino a confessare – la soluzione al delitto di Barisciano potrà arrivare soltanto grazie alla “pista fredda”. Vale a dire quella complessa fase di analisi di laboratorio che da un lato isola il dna delle persone sospettate (ed eventualmente entrate sulla scena del crimine) e dall’altro passa a esaminare la compatibilità con le tracce scoperte sul corpo della vittima. Potrebbero passare anche mesi, insomma, prima che gli investigatori riescano a imboccare la strada giusta per risolvere il caso.
MAMMA IN PROCURA. Nel giorno dei funerali di Paolo D’Amico, l’operaio dell’Asm di 55 anni trovato morto domenica 24 novembre scorso all’interno della sua casa nelle campagne di Barisciano, per i familiari – l’anziana madre e il fratello, originari di Molina Aterno – si è rinnovato lo strazio del racconto delle ultime ore di vita del loro caro. Un racconto che la Procura della Repubblica ha voluto acquisire per mettere un altro tassello nel complicato puzzle della ricostruzione della rete di conoscenze dell’operaio. Dall’ambito della famiglia d’origine a quello delle conoscenze sul luogo di lavoro, alle frequentazioni amicali, alle relazioni, agli affari. Tutti profili che, al momento, hanno pari dignità nella ricerca del movente di un delitto che potrebbe essere maturato nell’ambito di persone a lui conosciute. Come dimostra, tra le altre cose, la mancata guardia esercitata dai cani lasciati a presidio di quel ritiro in una zona appartata. Il ritrovamento, oltre alle svariate piante di marijuana, anche di bilancini di precisione all’interno del garage dove si è consumato il delitto, potrebbe non essere automaticamente collegato a una vera e propria attività di spaccio organizzata, ipotesi al momento priva di riscontri oggettivi.
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