Operaio morto in cantiere Fiori e lacrime per l’addio

19 Marzo 2021

Il parroco: «Non si può restare indifferenti davanti a chi perde la vita sul lavoro» L’abbraccio di Biondi e dell’assessore Colonna a moglie e figlio del 41enne

L’AQUILA. «Non si può rimanere indifferenti davanti a un uomo che perde la vita sul lavoro». In alcuni momenti la voce di don Osman Prada trema. Si rivolge alla piccola folla nella chiesetta di legno di Roio Poggio, costruita dietro al Santuario dopo il terremoto del 2009. Altri sono rimaste fuori, sotto la neve che inizia ad imbiancare tutto. Il parroco saluta così Cristian Susanu, il 41enne romeno morto sabato, insieme al macedone di 61 anni Dzevdet Uzeiri, detto “Jmmy”, nel crollo dell’edificio in ricostruzione post sisma. Tra le persone rimaste fuori c'è anche il sindaco Pierluigi Biondi con l’assessore Vito Colonna nella doppia veste di amministratore e amico di famiglia della vittima. Prima del funerale il primo cittadino è andato a trovare la moglie di Cristian, Annamaria e il figlio Mattia di sei anni, esprimendo la vicinanza della comunità aquilana. «Troppi morti sul lavoro», scandisce don Osman, «ma bisogna andare avanti». E, rivolto verso la moglie e al figlio di 7 anni del muratore travolto dalle macerie, aggiunge: «Dovete andare avanti, dovrete farlo senza Cristian». La chiesa sembra ancora più fredda, chi è rimasto fuori si stringe nei cappotti. Ad ascoltare le parole del celebrante c’è anche don Ciprian Petrisor, parroco di Prata d’Ansidonia e cognato dell’operaio. «Occorre che tutti si adoperino perché ci sia sempre più lavoro dignitoso e non si ripetano queste tragedie», sottolinea il sacerdote che fa riferimento anche al contributo di Susanu alla rinascita post-sisma. «Cristian era venuto in questa città, che era diventata la sua seconda patria, e dopo il terremoto voleva lasciare la sua impronta nella ricostruzione di questo territorio». Fuori c'è chi ricorda che tra la comunità romena e i lavoratori dell'edilizia sono state attivate delle sottoscrizioni per aiutare la famiglia della vittima. Susanu e Uzeiri, per tutti Jimmy, hanno perso la vita investiti dalle macerie dell’edificio crollato nel cantiere di San Pio delle Camere. Stavano lavorando alla ricostruzione dell’immobile che è imploso facendoli precipitare in una grotta sotto il pavimento. Sulle cause e l’individuazione degli eventuali responsabili dell’incidente proseguono le indagini da parte dei carabinieri della stazione di Barisciano e degli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl. Al momento sono quattro gli indagati. Dopo le autopsie, il pm Simonetta Ciccarelli ha dato il via libera alle sepolture, ma per Uzeiri non ci sono ancora certezze su quando potrà essere tumulato. Il magistrato infatti, per esigenze d’indagine, a disposto il divieto di trasferimento all’estero dei feretri per i quali potrebbe essere disposta la riesumazione. Per Uzeiri, che risiedeva con la moglie e una figlia di nove anni a Castelnuovo di San Pio delle Camere, è prevista la sepoltura in Macedonia, dove vive la maggior parte dei suoi parenti. Al momento, però, la sua salma è custodita in un locale apposito, in attesa di ulteriori decisioni. (r.p.)
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