Operaio muore dopo un calvario di anni

Il 44enne De Amicis colpito da un malore, riesplode il caso-Neurochirurgia. Il fratello: «Sulle vite non si deve risparmiare»
CASTELLAFIUME. Operaio 44 enne muore dopo una dolorosa odissea lunga due anni: era il 3 ottobre del 2016 quando Gianfranco De Amicis, colpito da una trombosi dei seni, fu ricoverato all’ospedale di Avezzano, dove in assenza del reparto di Neurochirurgia fu prima appoggiato a Neurologia e dopo trasferito d’urgenza al San Salvatore dell’Aquila. «Trasferimento avvenuto solo quando fu chiara la gravità della situazione», ricorda con un velo di commozione il fratello Ruggero, «trasferirono Gianfranco in eliambulanza all’ospedale dell’Aquila, dove fu sottoposto a un lunghissimo intervento chirurgico, ma ormai era troppo tardi. L’emorragia aveva rovinato parte del cervello, che fu asportata dai medici. E da lì sono iniziati i guai». Il fattore tempo, infatti, è fondamentale per limitare i danni. Nella Marsica, però, dove il reparto di Neurochirurgia era chiuso, di tempo prezioso ne passò tanto prima dell’intervento. Per l’operaio originario di Luco dei Marsi, che dopo il matrimonio si era trasferito a Castellafiume, iniziò il lungo calvario culminato con la morte di ieri, causata da una broncopolmonite, dopo un continuo peggioramento delle condizioni di salute fino alla non autosufficienza di un anno fa. Scosso per la prematura scomparsa del fratello, Ruggero De Amicis lancia un deciso appello alla politica di «destra, sinistra, vecchia o nuova: i sistemi di primo soccorso vanno rafforzati e potenziati soprattutto nelle zone difficilmente accessibili. Non voglio fare polemiche, né accuse, ne recriminazioni verso chicchessia, non farebbero tornare in vita mio fratello Gianfranco», scandisce De Amicis, «però i conti alla fine del mese non sono tutto per la Regione. Le vite delle persone non sono dei pupazzetti da mettere a repentaglio per risparmiare. Un nostro compaesano di Luco dei Marsi colpito dalla stessa malattia, cinque anni prima, quando il reparto era in attività ora conduce una vita dignitosa. È ovvio che ora possiamo ragionare con i se e i forse, ma se il reparto di Neurochirurgia all’ospedale di Avezzano fosse stato aperto forse mio fratello si sarebbe salvato». Il 44 enne, invece, non ce l’ha fatta: lascia la moglie e una figlia di 14 anni. I funerali di Gianfranco De Amicis si terranno oggi, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Castellafiume. Al termine dell’omelia funebre la salma sarà tumulata nel cimitero del paese. Poi non resterà che l’accorato appello del fratello, affinché la politica anteponga la vita umana al risparmio economico. Quell’importante presidio salvavita all’ospedale di Avezzano fu chiuso qualche mese prima del malore dell’operaio – a luglio 2016 – scatenando una lunga serie di polemiche.
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