Operaio perde il lavoro e si toglie la vita

29 Gennaio 2016

Antonio Velocci aveva 58 anni, il suo contratto da carpentiere con un’impresa edile era scaduto martedì scorso

CIVITA D’ANTINO. Una vita da precario, con contratti a termine o interinali. Un carpentiere specializzato, che per 40 anni ha lavorato nei cantieri e che stavolta non ce l’ha fatta a varcare di nuovo la porta di un’agenzia del lavoro, per iscriversi nelle liste dei disoccupati. Antonio Velocci, 58 anni, si è tolto la vita ieri mattina in un campo di Civita D’Antino, in località Marinaro. Martedì scorso era scaduto il suo contratto da operaio edile, in una ditta locale. Già il giorno seguente era andato all’ufficio di collocamento a Civitella Roveto e aveva comunicato la chiusura del rapporto di lavoro. Ieri mattina sarebbe dovuto andare con il cognato ad Avezzano per iscriversi a un’agenzia interinale, ma a quell’appuntamento il 58enne non si è presentato. Il cognato si è insospettito e sono partite le ricerche. Dopo due ore un passante ha chiamato la famiglia. Sul posto è stato richiesto l’intervento dei carabinieri ed è arrivata una pattuglia da Capistrello, al comando del maresciallo Vincenzo Mella. È toccato poi al maresciallo Marcello Turriziani allertare il magistrato di turno che ha avviato l’iter per la riconsegna della salma alla famiglia. A Civita tutti conoscevano quell’uomo buono che frequentava la chiesa e che si dava da fare per la comunità. Metteva sempre a disposizione del Comune i propri mezzi, quando c’era da fare qualcosa, e lo faceva gratis. La camera ardente è stata allestita in via Genova, dove viveva con la moglie Franca. «Adorava i suoi figli e i nipotini», lo ricorda il comandante della polizia locale Maria Grazia Alfano, «una persona meravigliosa, corretta e con un senso civico non comune. Quando c’era bisogno collaborava per qualsiasi cosa». «Siamo sconvolti dalla perdita di uomo così corretto. Ha lavorato per il Comune con una borsa lavoro, era impeccabile», afferma il sindaco Sara Cicchinelli, «aveva un sorriso per tutti». Velocci non ha lasciato biglietti, nell’auto e nemmeno a casa ma i suoi cari sapevano bene cosa lo angosciava. Era un operaio specializzato ma non aveva mai avuto un contratto fisso. Il settore dell’edilizia è uno di quelli più colpito dalla crisi economica.

«Un’altra famiglia gettata della disperazione», commenta Cristina Santella, della Fillea-Cgil, «a pochi chilometri dal cantiere più grande d’Europa ci sono operai senza lavoro. È un’assurdità. Nella provincia dell’Aquila, dove c’è una città che si sta ricostruendo, la disoccupazione è più alta che in altre province. Ci chiediamo: ma L’Aquila chi la sta ricostruendo?». Velocci lascia, oltre alla moglie, i figli Federica e Daniele. I funerali oggi, alle 15.30 nella chiesa del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA