Operaio travolto da un’autogru: indagata la titolare dell’azienda

22 Giugno 2021

La Procura dispone esami sui mezzi sequestrati. S’indaga per ricostruire la dinamica dell’incidente  I funerali del celanese Cicchetti rimangono bloccati. Respinta la richiesta di incidente probatorio

CELANO. C’è una indagata per la morte di Antonio Cicchetti, il 59enne di Celano rimasto schiacciato dentro la cabina di un’autogru lungo la Provinciale 17 tra Ortona dei Marsi e la frazione di Aschi Alto. Si tratta di L.M., anche lei di Celano, legale rappresentante della Limaco srl di Aielli, società di costruzioni per la quale Cicchetti lavorava da 35 anni che, al momento dell’infortunio mortale, stava eseguendo lavori a un depuratore per conto del Consorzio acquedottistico marsicano. Si tratta di un atto dovuto per consentire alla Procura di effettuare i dovuti accertamenti sul tragico incidente.
Intanto, la salma di Cicchetti resta a disposizione dell’autorità giudiziaria «per l’espletamento dell’esame autoptico» (non ancora fissato), mentre i mezzi (autogru e carrello), «su cui si ritengono necessari accertamenti tecnici», restano sotto sequestro. Di conseguenza, non si conosce ancora la data dei funerali. L’incidente sul lavoro è avvenuto la mattina di venerdì scorso. Oltre a nominare un medico legale per l’autopsia, nei prossimi giorni la Procura incaricherà anche un perito per effettuare tutti gli accertamenti volti all’esatta ricostruzione della dinamica del sinistro mortale. I carabinieri sono ancora al lavoro. L’inchiesta è coordinata dal pm Ugo Timpano. Il sostituto procuratore, nel frattempo, ha respinto l’istanza di incidente probatorio presentata dall’avvocato della famiglia della vittima, Lucio Cotturone. «Concordo con le motivazioni espresse dal pm sul rigetto. Fatto salvo che, se lo riterrò necessario, in seguito presenterò di nuovo istanza per l’incidente probatorio», afferma Cotturone. Secondo una prima ricostruzione l’autogru condotta dalla vittima avrebbe perso stabilità ribaltandosi nel fossato sottostante che costeggia un tratto della Provinciale 17. Tradito dell’erba alta a bordo strada, ipotizzano gli inquirenti, prima di svoltare in direzione del cantiere una delle ruote del mezzo pesante sarebbe finita fuori dalla carreggiata, nel margine destro della strada, facendo perdere la stabilità all’autogru che si è ribaltata nella scarpata. Dalle prime informazioni il mezzo, con a bordo Cicchetti, era stato trasportato a pochi metri dal cantiere a bordo di un carrello, agganciato a un camion guidato da un secondo operaio. Il 59enne è morto sul colpo. Sulla morte di Cicchetti è intervenuto anche Paolo Sangermano, segretario Cisl per la provincia dell’Aquila, che ha parlato di «meno attenzione per la sicurezza sul posto di lavoro e per il rispetto delle norme nel post lockdown», sottolineando che si è costretti alla «permanenza sul posto di lavoro fino a 67 anni anche quando le condizioni fisiche non lo consentono o nell’ambito di particolari settori, come l’edilizia, ritenuti usuranti».
Antonio Cicchetti era da poco diventato nonno della piccola Alice. Conosciuto, stimato e ben voluto da tutti, l’operaio è stato ricordato come un uomo «dedito al lavoro, alla famiglia, sempre scherzoso e sorridente».
Lascia la moglie Restituta Mostacci e i figli Enrico, Gabriele e Valentina.
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