Operaio ucciso da una scarica elettrica

Del Cimmuto, 33 anni, di Pescocostanzo tocca i cavi dell’alta tensione mentre manovra il braccio meccanico di un camion
PESCOCOSTANZO. Era impegnato con altri due colleghi nella sostituzione di alcuni pali della linea elettrica in una zona di campagna nei pressi del Santuario delle Vertighe, uno dei luoghi simbolo di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, quando è stato raggiunto da una scarica elettrica, di quelle che non lasciano scampo. Marco Del Cimmuto, 33 anni, residente a Pescocostanzo, è stato soccorso dai colleghi e rianimato sul posto dai sanitari della Croce Bianca arrivati lì in una manciata di minuti. Poi la corsa al policlinico Le Scotte di Siena dove è giunto in condizioni gravissime e dove ogni tentativo di sottrarlo alla morte si è rivelato inutile.
L’incidente è avvenuto intorno alle 15.30. Il 33enne, dipendente della società Asla di Lama dei Peligni, era ripartito lunedì mattina da Pescocostanzo alla volta di Arezzo dove la sua ditta è impegnata, per conto dell’Enel, nella sostituzione dei pali della linea elettrica in una zona nei pressi del Santuario delle Vertighe. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri che stanno eseguendo le indagini e che nelle prossime ore dovrebbero rimettere un rapporto al magistrato, con Del Cimmuto c’erano due suoi colleghi e un delegato dell’Enel di Arezzo. Il 33enne era alla guida di un camioncino che trasportava i pali nuovi. Durante una manovra di avvicinamento, uno dei pali, tirato su dal braccio meccanico, ha toccato un filo dell’alta tensione. La scarica elettrica è stata violentissima. Poi le fasi concitate dei soccorsi, l’arrivo dell’ambulanza e dei vigili del fuoco, la rianimazione sul posto, il cuore che ha ripreso a battere e la corsa disperata verso l’ospedale di Siena dove Del Cimmuto è arrivato, però, in condizioni disperate. Il giovane è deceduto poco dopo nel reparto di rianimazione.
La notizia della sua morte è arrivata subito a Pescostanzo dove il 33enne viveva con la sorella Piera. Una notizia che ha suscitato incredulità e dolore. In tanti hanno raggiunto l’abitazione del ragazzo per portare solidarietà e affetto alla sorella e al fratello più grande Roberto. Con loro anche il sindaco Roberto Sciullo a esprimere il cordoglio dell’intera comunità. «Non ho potuto far altro che abbracciare i familiari perché il dolore e la commozione mi hanno impedito di parlare. Ho stretto forte Piera e Roberto, partiti poi alla volta di Siena insieme ad altri parenti e amici», ha detto il sindaco, «è una tragedia davvero troppo grande. Marco era un bravo ragazzo e un grande lavoratore. È stato in paese fino a domenica per le ferie d’agosto. Un giovane a cui tutti volevamo bene».
I suoi familiari avrebbero dato l’assenso alla donazione degli organi.
(ha collaborato
Massimiliano Lavillotti)
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