Operatori ecologici: al bando dell’Aciam rispondono in mille

1 Ottobre 2014

Il consorzio marsicano rifiuti stilerà una graduatoria per possibili assunzioni nei prossimi tre anni

AVEZZANO. La precarietà come caratteristica identificativa della nostra epoca. Per evidenziare ancora una volta l’enorme fame di lavoro che c’è in giro, è bastato che l’Aciam, vale a dire l’azienda che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti nella Marsica, pubblicasse un avviso per la preselezione di personale da adibire a mansioni di “operatore ecologico di secondo, terzo e quarto livello-area conduzione”, per scatenare una valanga di domande che alla fine ha assunto le sembianze di un vero e proprio assalto al posto. Era il 20 agosto quando venne resa pubblica la notizia, e nel giro di pochissimi giorni il tam tam mediatico ed il più classico passa parola, hanno raggiunto velocemente lo scopo.

Le richieste inviate alla direzione dell’Aciam sono state 1.060, delle quali 835 ammesse e 225 escluse a vario titolo. Un esercito di aspiranti che però non ha molte probabilità di essere utilizzato, perché la preselezione, come si legge nell’avviso, ha come finalità quella di stilare una graduatoria che resterà a disposizione dell’Aciam per tre anni e dalla quale la stessa azienda potrà fare ricorso in caso di necessità. Ciò significa che se il personale attualmente impiegato non dovesse essere più sufficiente per far fronte alle esigenze del territorio, o per malattia o per consentire lo smaltimento delle ferie, in quel caso si attingerà alla suddetta graduatoria, seguendone rigidamente la progressione che verrà stilata al termine delle prove teorico-pratiche per le quali non è stato ancora comunicato il giorno di inizio. E così, i tanti giovani che forse si erano illusi di aver trovato finalmente una soluzione ai loro problemi lavorativi, dovranno di nuovo rimboccarsi le maniche e riprendere a guardarsi intorno, nella speranza che questa lunga crisi, prima o poi possa dirsi conclusa.

Tutto ciò mentre la situazione occupazionale nella Marsica fa registrare continui regressi, l’ultimo dei quali, quello relativo alla cartiera Burgo, ha gettato nello sconforto quasi quattrocento famiglie. E prima della Burgo, ha dovuto fare i conti con lo spettro della disoccupazione anche il personale della ex Micron e della Presider, altre due realtà che soltanto qualche anno addietro venivano additate come esempio di corretta gestione e di lungimiranza nel mercato del lavoro, tempi che oggi sembrano ormai lontanissimi. Nel frattempo i responsabili della politica nazionale continuano a discutere di jobs act e dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, mentre in Italia mancano due milioni di posti di lavoro.

Plinio Olivotto

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