Operazione antimafia, ordine di custodia per un 47enne detenuto nel supercarcere
L’operazione antimafia Stelle cadenti della polizia tocca anche Sulmona. L’intervento che ha portato all’arresto di 33 persone accusate di associazione mafiosa in tutta Italia ha riguardato anche...
L’operazione antimafia Stelle cadenti della polizia tocca anche Sulmona. L’intervento che ha portato all’arresto di 33 persone accusate di associazione mafiosa in tutta Italia ha riguardato anche Giovanni Di Giacomo, 47 anni, siciliano di Gela, attualmente detenuto nel carcere di massima sicurezza di via Lamaccio. All’uomo considerato un esponente di primo ordine della Stidda nissena, organizzazione criminale di stampo mafioso che opera nelle provincie siciliane di Caltanissetta, Agrigento, Ragusa e Catania e di recente in fase di rapida espansione nel resto dell’Italia, come confermato dai recenti arresti è stato raggiunto dall’ordine di custodia cautelare direttamente nella sua cella del carcere di Sulmona. Giovanni Di Giacomo, sta scontando una pena a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa e per il tentativo di assassinare, insieme a suo cugino Giuseppe Di Giacomo, il tecnico del comune di Gela che nel 1992 aveva deciso di bloccare un appalto poco trasparente. Il gruppo di fuoco, formato dai due cugini, fallì l’omicidio, ma mentre Giuseppe Di Giacomo decise di collaborare con la giustizia, e per questo venne ucciso dagli affiliati della Cosca qualche anno dopo, Giovanni Di Giacomo al contrario, non si è mai pentito. Inoltre, proprio il pentimento di Giuseppe Di Giacomo ha portato all’arresto di Giovanni. Ora con la nuova operazione della polizia di stato portata avanti dalla squadra mobile di Caltanissetta, del commissariato di Gela, con l’ausilio del reparto prevenzione crimine e di unità cinofile di Palermo e Catania e delle squadre mobili di Catania, Siracusa, Chieti, L’Aquila, Brescia e Cosenza, per il 47enne è scattata una nuova condanna. L’operazione, Stidda nissena, inoltre, ha portato agli arresti anche di persone insospettabili sparse in tutta Italia. Le ordinanze di custodia cautelare sono state 33, di cui 26 in carcere e 7 agli arresti domiciliari. (f.c.)

