Opere rubate, il mistero passa per L’Aquila

22 Ottobre 2023

Furti nelle Marche: parte del quadro trafugato nel 2004 rinvenuta a Barcellona, mentre una tela fu trovata nel capoluogo

L’AQUILA. Senigallia, L’Aquila e ora Barcellona, Spagna. È qui che i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale hanno ritrovato uno dei dipinti trafugati nel 2004 dal liceo classico Perticari di Senigallia (provincia di Ancona). Si tratta dell’opera settecentesca “Rebecca al pozzo”, rubato nel 2004 dall’aula magna di palazzo Gherardi, sede dell’istituto.
Il quadro era stato tagliato e restaurato: una delle parti dell’opera fu ritrovata alcuni anni fa all’Aquila, dove è ancora in corso il processo avviato per il reato di ricettazione. Nel capoluogo abruzzese fu rinvenuto il ritratto del cardinale Giuseppe Doria, realizzato per ringraziare il presule dell’opera prestata quando era Nunzio apostolico a Urbino.
Ad annunciare il ritrovamento di un altro pezzo del quadro a Barcellona è stato il comitato “Salviamo il classico” di Senigallia: i carabinieri hanno mostrato le foto dell’opera ai portavoce Roberto Paradisi e Giulio Moraca per il riconoscimento. Il dipinto - hanno spiegato i due esperti - è stato spacciato per opera della scuola fiamminga, ma si tratta di un dipinto di scuola settecentesca del centro Italia, raffigurante l’episodio biblico di Eliezer e Rebecca: era tra le proprietà del conte Gherardi che ne fece dono, assieme ad altri suoi beni, alla città di Senigallia.
Nel 2001 il liceo classico di Senigallia, al cui interno erano custodite le opere, era stato trasferito. Parte di queste erano state ritrovate successivamente al trasloco. E così si passò al giallo: soltanto nel 2004, a seguito di un sopralluogo del comitato “Salviamo il classico”, che ne avevano chiesto conto, era emersa la necessità di fare chiarezza sulla sparizione di alcune delle prestigiose opere d’arte. Il Comune credeva che fossero state trasferite insieme al resto del mobilio ma, al termine di accertamenti, era emerso che appena alcuni quadri erano stati trasferiti mentre altri risultavano spariti.
Il dipinto ritrovato all’Aquila fu spacciato per ritratto di anonimo cardinale francese e quotato 1.500 euro per facilitarne la vendita illegale.
Di qui le indagini e la mobilitazione del comitato e degli esperti d’arte marchigiani. Nessuno sa con esattezza quante tele sono andate perdute e dove possano essere nascoste: il ritrovamento di una di queste a Barcellona apre le porte alla pista estera. Quella rinvenuta in Catalogna, spiegano Paradisi e Moraca, «è un’opera di inestimabile valore».
I due esponenti del comitato “Salviamo il classico” auspicano «un rapidissimo procedimento per il sequestro in Spagna del dipinto» . (l.p.)
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