Opposizione all’attacco: «Dimissioni»

Articolo 1-Mdp: «Chiedere scusa all’Aquila, la città dei Nove martiri». Sinistra italiana: «Intollerabile»
L’AQUILA. Fioccano le reazioni politiche dopo l’ennesima bufera che investe la maggioranza di centrodestra che guida il Comune. Il consigliere Giustino Masciocco (Mdp-Articolo 1) sta lavorando a una mozione in cui si chiede che «l’assise civica, in maniera chiara, si esprima sull’Aquila città antifascista».
Per il circolo dell’Aquila di Sinistra italiana, «in un paese normale, nostalgici fascisti ai vertici di una Istituzione si dovrebbero dimettere per aver insultato con il loro comportamento alquanto deprecabile la Costituzione repubblicana, la storia del Paese e in particolare la Città dell’Aquila, per il suo contributo anche di vite umane dato alla Resistenza. È un fatto vergognoso che il sindaco Biondi e i capigruppo della sua maggioranza si confrontino e assumano decisioni sui problemi che affliggono il capoluogo (o almeno dovrebbero farlo, vista la totale inerzia dell’amministrazione) su una chat avente come immagine di profilo la bandiera della Repubblica di Salò, ovvero un’aquila nera ad ali spiegate, poggiata su un fascio littorio. Tutto questo è imbarazzante e intollerabile», proseguono gli esponenti di Sinistra italiana, «ma, a quanto pare, in un Paese normale, i cui princìpi sono fondati sull’antifascismo, un manipolo di cresciuti balilla si può prendere beffa del sacrificio di donne e uomini che hanno dato la vita per la libertà di ognuno di noi».
Totale condanna anche da Articolo1-Liberi e uguali dell’Aquila.
«La foto della bandiera della repubblica sociale italiana che campeggia sul gruppo whatsapp del sindaco e dei capigruppo del centrodestra in consiglio comunale è un oltraggio alla città, alla sua storia, alla Repubblica e alla Costituzione. Il centrodestra che guida L’Aquila da ormai 10 mesi si sta distinguendo per aver gettato la città nella paralisi amministrativa, politica ed economica, con continue risse interne alla maggioranza e alla giunta comunale che fanno emergere una totale incapacità di governo e una imbarazzante distanza dai problemi reali dei cittadini. Come se ciò non bastasse questo centrodestra non perde occasione per mostrare quale sia la propria reale cultura e quale siano i loro “valori” di riferimento, con continue gaffe e richiami al ventennio fascista che coprono la città di vergogna, facendola assurgere alle cronache nazionali per i continui riferimenti ideologici, dei suoi amministratori, al periodo più buio e doloroso del nostro Paese. È arrivato il momento», concludono gli esponenti di Articolo 1-Leu, «che si rendano conto che non stanno svolgendo un continuo congresso del Movimento sociale italiano, ma che dovrebbero invece governare la città capoluogo della regione Abruzzo. Si vergognino, chiedano scusa all’Aquila, città dei Nove martiri, e cerchino di fare una cosa che sino ad ora hanno dimostrato di non sapere fare, e cioè amministrare nell’interesse degli aquilani».

