Ora la movida notturna finisce in Procura

Due residenti denunciano un locale del centro storico: «Rumori insopportabili fino alle 3 e oltre»
L’AQUILA. La movida notturna del centro storico dell’Aquila finisce in Procura. Ce la porta l’esposto-denuncia di due residenti di corso Vittorio Emanuele contro un locale, inviato anche al Comune, alla Asl, alla prefettura, alla questura e alla Siae.
«Il locale organizza serate con intrattenimento musicale, ballo, feste, somministrazione cibo e bevande, con la partecipazione di numerose persone», spiegano l’avvocato Alessandra Lopardi e Carla Natellis nel loro esposto, segnalando dubbi sulle autorizzazioni dell’attività e lamentando: «In numerose serate sembra realizzata una vera e propria discoteca, con tutti gli insopportabili rumori derivanti». Poi ancora: «La musica ad altissimo volume continua a volte sino alle 3 della notte e anche oltre. Svariate volte abbiamo chiamato polizia e carabinieri».
Quindi l’esposto continua chiedendo «la doverosa tutela della quiete pubblica, del rispetto delle regole e della sicurezza dei cittadini, oltre che delle regolari attività commerciali e ricreative».
Infine le conclusioni delle due residenti: «Chi scrive crede fermamente nella necessità di rinascita del centro storico, avendo anche contribuito a realizzare ed ospitare eventi nel proprio cortile condominiale a titolo gratuito, ospitando artisti, associazioni culturali e interlocutori vari e promuovendo affitti etici, cioè molto contenuti. Vedere l’assenza di regole e il crescente degrado scoraggia e preoccupa chi, come le scriventi, crede nella regolare ripresa della normalità, e anche in un sano intrattenimento nel rispetto delle regole».
L’esposto arriva in un momento in cui la questione della movida notturna divampa e divide la città. A riaccenderla recentemente è stata l’ordinanza con cui il sindaco Pierluigi Biondi ha concesso la deroga al limite orario notturno per la diffusione musicale in occasione della notte di Halloween. Quella stessa ordinanza è stata inviata in prefettura dalle opposizioni consiliari, mentre l’associazione “Cittadini per il centro storico” ha minacciato denunce penali. (l.t.)

