Ora scatta la resa dei conti Diffusi malumori nella base

15 Giugno 2022

La segretaria cittadina del Pd, Di Giovambattista: «Apriremo una riflessione» Il riconfermato consigliere Palumbo: «Responso delle urne impietoso: cambiare» 

L’AQUILA. «La sinistra riparta da...». Il mantra è sempre quello. Solo che andrebbe ribaltato, anche alla luce dell’esito delle amministrative: sarebbe ora utile più che altro capire da cosa «non» ripartire. Cosa archiviare, cosa lasciare indietro.
autocritica a sinistra
«Si è sbagliato tutto», scrive Massimo Prosperococco, portavoce del comitato scuole sicure. «Si è sbagliato anche quello che era impossibile sbagliare. Si è sbagliato il percorso che doveva portare alle candidature, escludendo completamente la propria comunità, il mondo dell’associazionismo e i cittadini. Si è sbagliato nel creare l’inutile tavolo per mesi e mesi composto da persone che al massimo rappresentavano se stesse, incapaci di avere idee innovative. Si è sbagliato quando si è lasciata libera strada ai gruppi dì “vetero-politici”: i vecchi vecchi e i giovani vecchi dentro. Si è sbagliato quando i partiti hanno perso il loro ruolo e sono diventati dei comitati elettorali in mano a personalismi e a gruppi di potere, svuotandoli del loro ruolo. Si è sbagliato», aggiunge, «rinunciando a una candidatura di rottura che andasse oltre i personalismi in campo e sapesse ridare l’entusiasmo alla comunità progressista aquilana». Parte da qui l'analisi impietosa: «Un disastro, che deve tracciare una linea profonda, un solco invalicabile tra gli sconfitti e il futuro, e che metta finalmente fine a una generazione di politici di centrosinistra che non hanno più nulla da dire a questa città». Il suo intervento affidato ai social network con tanto di appello finale: «È ora di riprendersi la politica», non nomina mai direttamente il partito guida della coalizione, il Pd, né la sua candidata di riferimento, Stefania Pezzopane, che in questi mesi ha portato avanti la cloche della coalizione, scegliendo tempi e modi della partecipazione a queste amministrative. Ne sa qualcosa chi ha provato a scrivere una pagina diversa. Invano. «All’Aquila il centrosinistra e il Pd in particolare vanno rifondati completamente», scrive Stefano Palumbo, pur ringraziando i suoi elettori per la riconferma a consigliere. «Il responso delle urne è impietoso, quasi urlato da parte di una comunità politica che chiede platealmente altro. Prenderne atto e assumersi le responsabilità di una sconfitta umiliante è il primo passo necessario verso una riconciliazione con la città e un lungo deserto da attraversare per provare a ricostituirsi come valida alternativa al centrodestra cittadino».
lealtre voci
La segretaria cittadina, Emanuela Di Giovambattista, fa notare che i dem «si confermano il primo partito del centrosinistra e con le sue candidate e i suoi candidati ha rappresentato un argine. Il Pd, nei prossimi giorni, aprirà una riflessione su quello che la città si aspetta in termini di progetto politico e di necessario rinnovamento e cambiamento non più eludibili». Primo scambio di vedute tra i big proprio lunedì notte, presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. Americo Di Benedetto, vincitore morale di questa tornata, guarda i conteggi a testa alta: «Risultato straordinario, lusinghiero. Ne avverto la responsabilità e l’orgoglio. Ho la fortuna di avere intorno a me persone meravigliose che mi vogliono bene; a cui devo molto, tutto. Prometto loro e alla città impegno, dedizione, anima e cuore: è solo l’inizio. L’Aquila non è più silente, è tornata ad amarsi. E io, come prima, più di prima ci sono». (fab.i.)