Ora si punta alla differenziata: c’è il maxi bando per l’organico

L’Asm avvia la gara d’appalto da oltre due milioni di euro per smaltire i prodotti biodegradabili: previsto l’aumento del riciclo per ridurre il costo del conferimento dell’indifferenziato in discarica
L’AQUILA. Ora all’Aquila l’ordine assoluto è “puntare sulla raccolta differenziata”. Per questioni economiche, ancor prima che ambientali. Soprattutto in casa della municipalizzata Asm, che vuole aumentare la quantità di rifiuti organici selezionati dal totale dell’immondizia prodotta in città e nel circondario: dalle 5.500 tonnellate previste nei prossimi 12 mesi alle 6.600 dell’anno successivo, fino alle 7.200 nel terzo. Queste sono le previsioni messe nero su bianco nel maxi bando di gara pubblicato dall’Asm nei giorni scorsi per individuare un’azienda che ricicli i rifiuti organici aquilani per farne compost e non solo. L’appalto triennale ha valore di oltre due milioni di euro più Iva ma può fare risparmiare somme ingenti agli aquilani.
Però, come raggiungere l’obiettivo dell’aumento della differenziata, l’Asm non lo spiega. «Speriamo di avere presto i mezzi finanziari e progettuali», ha detto l’amministratore unico della municipalizzata, Lanfranco Massimi, a margine della riunione di lunedì della commissione consiliare Bilancio sul tema rifiuti. Del resto per il capoluogo e la sua azienda di igiene urbana è vitale portare quel 42% di differenziata raggiunto nel 2022 almeno alla soglia fissata dalla normativa al 65%. Anche perché il consorzio peligno Cogesa ha intenzione di aumentare per l’Asm di almeno 26 euro (da 110 a 136,50) il prezzo a tonnellata per conferire i rifiuti non differenziati nella discarica di Sulmona.
IL MAXI APPALTO
PER L’ORGANICO
Il maxi bando dell’Asm è diviso in due lotti. Il primo, che rappresenta la parte più colposa dell’appalto, è per i cosiddetti “rifiuti biodegradabili di cucine e mense”. Per questi, la municipalizzata ha fissato la base di gara a 1,6 milioni, pari a un costo medio di 94,67 euro a tonnellata e una spesa totale di circa mezzo milione all’anno. Il secondo lotto riguarda invece i rifiuti “verdi”, cioè erba e potature. In questo caso la base d’asta è fissata a 85mila euro per un costo medio di 51,67 euro a tonnellata e una spesa totale di circa 30mila euro annui.
Tra i requisiti del bando, che scadrà il 16 febbraio prossimo, c’è quello che l’impianto di trattamento dei rifiuti organici non deve essere distante più di cento chilometri dall’Aquila. Questo perché il trasporto avverrà tramite mezzi e personale dell’Asm stessa.
IL RISPARMIO
PER GLI AQUILANI
Selezionare l’organico per l’Asm vorrebbe dire ridurre il costo del conferimento dell’indifferenziato nella discarica del Cogesa a Sulmona. Una tonnellata di rifiuti biodegradabili, infatti, se ben selezionata e trattata costerebbe circa 40 euro in meno rispetto a quanto costerebbe se finisse in discarica. Se poi selezionasse al meglio anche gli altri materiali riciclabili (come carta, plastica e vetro), portando la differenziata dal 42 al 65%, il capoluogo risparmierebbe 1,5 milioni di euro all’anno.
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