Ora tutti vogliono cacciare l’uomo venuto da fuori
di GIUSTINO PARISSE Alla fine dell'estate del 2012, nel momento in cui ci fu il passaggio di competenze dal commissario Chiodi agli enti locali (i Comuni) già ci si interrogava sul ruolo e sui poteri...
di GIUSTINO PARISSE
Alla fine dell'estate del 2012, nel momento in cui ci fu il passaggio di competenze dal commissario Chiodi agli enti locali (i Comuni) già ci si interrogava sul ruolo e sui poteri degli uffici per la ricostruzione (uno per L'Aquila e uno per i Comuni cosiddetti minori).
Un giorno per cercare di capirne di più chiesi all'assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano: ma se il sindaco non è d'accordo con una decisione di Paolo Aielli (il capo designato dell'Usra) è autorizzato a entrare nel suo ufficio e (metaforicamente) ribaltargli addosso la scrivania? La risposta fu sì. C'era la convinzione che Aielli fosse un semplice dipendente comunale da comandare a bacchetta come si fa con il cagnolino di casa.
Chi affermava che in realtà la legge Barca (che la storia ci dirà quanto nefasta sarà stata) aveva sostituito un commissario con un altro commissario veniva definito nel migliore dei casi un incompetente. A contorno c’era grande entusiasmo per il fatto che la ricostruzione era finalmente diventata «Cosa nostra» al grido «dateci i soldi che L’Aquila la rifacciamo noi».
Oggi i nodi vengono al pettine e forse è giunto il momento per i politici nostrani (sempre sospettosi di fronte a chi viene all'Aquila con l'aria del saputello) di ribaltare quella famosa scrivania addosso ad Aielli. E le grandi manovre sono già cominciate.
Cialente e Del Corvo (sinistra e destra) sono corsi a Roma da san Legnini (che sta diventando una sorta di uomo della provvidenza come lo è stato Gaspari per tanti anni) per chiedere di far fuori Aielli creando nel contempo un'altra struttura di burocrati che dovrebbe aiutare i poveri terremotati.
La città (basta leggere le pagine che state sfogliando) assiste con una buona dose di indifferenza e forse di vergogna a uno scontro fra poteri e di potere. Aielli prima di vedersi rovesciare addosso la scrivania la butti lui contro i politicanti locali e se ne torni da dove è venuto. Tanto a finire di sfasciare la città ci penseranno gli aquilani, lui non serve.
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