Ora è allarme furti nelle attività: i negozianti scrivono al prefetto

Confcommercio chiede un incontro: perdiamo quasi il 2% del fatturato, in azione bande organizzate Quindi la proposta: ripristinare il vigile di quartiere, soprattutto il centro storico va presidiato a piedi
L’AQUILA. I commercianti dell’Aquila lanciano l’allarme furti e chiedono un incontro urgente al prefetto. Diverse le segnalazioni di episodi avvenuti all’interno di punti vendita, gallerie e centri commerciali del capoluogo, che lungi dal rappresentare dei semplici casi isolati, rischiano al contrario di diventare una costante. La denuncia arriva direttamente dal referente della Confcommercio e della Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione Fida Angelo Liberati, che di comune accordo con altri commercianti della città, ha già sollecitato un incontro con il prefetto Cinzia Torraco perché si studi una soluzione affinché il fenomeno non diventi endemico, come sta già succedendo.
«L’incidenza dei furti è ormai altissima: si va dall’1,4 all’1,9% sul totale del fatturato», spiega Liberati, dando la misura del danno arrecato. «Tutti noi operatori della media e grande distribuzione ci stiamo già cautelando attraverso il potenziamento del sistema di videosorveglianza all’interno dei nostri esercizi, ma evidentemente non basta, visto che gli episodi sono in aumento e non è sempre semplice intervenire a posteriori». Quindi precisa: «E non stiamo mica parlando del piccolo furto commesso dal cleptomane di turno o dal ragazzino che vuole impressionare gli amici. Qui si parla di “furti con destrezza”, cioè messi a segno da bande formate anche da donne e minori che vengono da fuori città organizzati addirittura con gli auricolari, che riescono quindi a coordinarsi per sottrarre quantitativi di merce dal valore economico anche importante». Poi entra nel dettaglio del modus operandi dei ladri: «Abbiamo notato che le donne di solito si occupano di svaligiare il reparto cosmesi e cura della persona, mentre gli uomini puntano prevalentemente agli alcolici». E aggiunge: «Il nostro è un grido d’allarme che vogliamo lanciare alle istituzioni perché di questo passo anche l’Aquila rischia di raggiungere presto le statistiche criminali di Pescara, per non parlare di realtà ancor più problematiche, che io conosco bene sotto il profilo dei numeri proprio per il ruolo che rivesto». Infine anticipa quella che per lui sarebbe la soluzione più efficace in termini di prevenzione del fenomeno e che presto sottoporrà anche all’attenzione del prefetto: «Chiederemo un ritorno del vigile di quartiere che faccia il giro dei vari punti vendita, in modo che qualsiasi malintenzionato debba pensarci due volte prima di poter mettere a segno il furto. Il centro storico va presidiato a piedi e in divisa affinché si abbia la percezione della sicurezza. La volante che sfila davanti a un negozio o l’agente in borghese sono presenze sicuramente utili, ma che a quanto pare non stanno scoraggiando il fenomeno e abbiamo intenzione di farlo presente quanto prima al Prefetto in persona».
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