Orchestra sinfonica, fine di un’era

16 Luglio 2015

Niente stipendio da tre mesi, la Regione non eroga i fondi e la stagione concertistica verrà interrotta

L’AQUILA. Oltre 40 anni di storia gloriosa alle spalle. Tournée in tutto il mondo e un successo che ha portato l’Istituzione Sinfonica Abruzzese ad entrare nel novero delle dodici orchestre regionali riconosciute dallo Stato. Ma tanto non è bastato alla Regione per garantire le sovvenzioni necessario a far sopravvivere una delle realtà culturali più floride e blasonate della città. L’Orchestra sinfonica abruzzese interromperà la stagione concertistica. Nelle casse non ci sono più fondi: il barile è stato raschiano a tal punto che l’Istituzione sinfonica non è più in grado di provvedere neppure alla copertura dei contributi Empals, necessari per il rilascio dell’agibilità per fare spettacolo. I 50 dipendenti dell’ente, amministrativi, tecnici e professori d’orchestra assunti, nel tempo, dopo aver superato un regolare concorso internazionale, sono da tre mesi senza stipendio. Ma la situazione economica, secondo i vertici dell’Isa «è talmente grave da palesare la chiusura dell’Istituzione sinfonica. In piena campagna elettorale» spiegano i dirigenti dell’Isa «il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, aveva dato garanzie sull’erogazione dei fondi necessari alla prosecuzione dell’attività. Ad oggi, il contributo promesso pubblicamente, con una lettera formale della Regione, non è ancora arrivato». Si tratta di 800mila euro che l’Istituzione sinfonica, con la garanzia della Regione, ha inserito nel consuntivo del bilancio 2014. «Un bel pasticcio» lo definiscono i vertici dell’Isa «a causa delle inadempienze della Regione rischiano adesso anche i fondi statali che ammontano a 1 milione e mezzo di euro». All’Isa, negli ultimi quattro anni, sono stati tagliati 2 milioni e 249mila euro. «Dal 1975 ad oggi abbiamo portato in Abruzzo 45 milioni di euro erogati dalla Stato» incalzano «con un’attività che ha dato lustro alla nostra regione. Il finanziamento pubblico destinato all’Isa rischia, adesso, di finire altrove per il lassismo della Regione, che si dimostra disattenta e alle esigenze delle realtà culturali più prestigiose». Il problema economico nasce dall’assoluta mancanza di liquidità, che non consente di far fronte al pagamento dei professori di orchestra, né dei fornitori. Salteranno tutti i prossimi appuntamenti in cartellone, i Cantieri dell’Immaginario e la settimana Mozartiana. «Solo due mesi fa, l’Orchestra sinfonica abruzzese si è esibita al Quirinale, davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella» dicono dall’Isa «oggi siamo costretti ad annullare una storica realtà fondata nel 1970 da Nino Carloni e Vittorio Antonellini». Intanto, i 50 dipendenti dell’Isa stanno valutando le forme di protesta da attuare e chiedono la convocazione immediata di un consiglio comunale straordinario.

Monica Pelliccione

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