Orchestrali senza stipendi Montesano raccoglie firme

27 Luglio 2015

L’artista va in aiuto della Sinfonica abruzzese al termine del suo spettacolo Due ore di musica e battute sul palco allestito davanti all’auditorium del Parco

L’AQUILA. Quando è sceso dal palco piazzato davanti all’auditorium del Parco al Castello cinquecentesco, Enrico Montesano ha esitato per qualche minuto. In molti hanno avuto l’impressione che sarebbe volentieri risalito per ricominciare il suo spettacolo dall’inizio. E invece la maggior parte della gente aveva seguito la sua esortazione, mettere una firma per aiutare i musicisti dell’Orchestra sinfonica abruzzese che, a causa del taglio dei finanziamenti, non ricevono lo stipendio da oltre 5 mesi. Alla fine della serata sono state raccolte migliaia di firme, che forse convinceranno la Regione a ripristinare i finanziamenti per l’associazione musicale.

A dispetto dell’anagrafe, Montesano (classe 1945), è riuscito a tenere incollate alla sedia le migliaia di persone arrivate per il suo concerto in onore di Armando Trovajoli, autore di musical e colonne sonore, inserito nel cartellone dei “Cantieri dell’immaginario”.

Due ore di spettacolo insieme all’Orchestra sinfonica abruzzese, due ore fitte di musica, di sketch, di battute esilaranti al limite della querela. «Ecco qua, c’era uno con la telecamera che mi ha ripreso», ha commentato dopo una battuta feroce sul presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, «ma questa è la satira. È la satira...». E in effetti Enrico Montesano, quando ha preso di mira i politici non ha risparmiato nessuno. Nel corso della serata ha sfornato imitazioni al vetriolo del premier Matteo Renzi, e degli ex premier Monti e Berlusconi. E ha riproposto anche alcune sue famose macchiette, il conte Dudu, la romantica signora inglese alle prese con gli ingorghi di Roma, “er Pomata2 del film cult “Febbre da cavallo”, fino all’immortale Torquato il pensionato. Tra una battuta e l’altra, Montesano e l’orchestra hanno ripercorso 40 anni sul filo della musica e sulle note di Trovajoli, autore di musical che hanno tenuto banco al botteghino per anni. Da Rugantino a Bravo, passando attraverso colonne sonore come quella del film “La famiglia” di Ettore Scola, canzoni ormai immortali come “Roma nun fa la stupida stasera”, Montesano ha tenuto banco coadiuvato dai maestri dell’Orchestra sinfonica diretti da Roberto Molinelli. «Una volta è arrivato uno che aveva tutte le musiche nel computer», ha raccontato Montesano, «ecco qua, mi ha detto, ho tutti suoni campionati. Ma io non voglio suoni campionati, io voglio i campioni» rivolgendosi ai membri dell’orchestra.

Montesano ha cantato pezzi famosi e ha proposto aneddoti divertenti, come la multa di 10mila lire presa insieme ad Aldo Fabrizi per aver improvvisato uno sketch nel Rugantino. E poi, da vero maestro d’orchestra, è anche riuscito a convincere il pubblico a intonare sottovoce la famosa “Roma nun fa la stupida stasera”. (r.p.)

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