Ordigni dimenticati: poligoni sotto accusa

L’AQUILA. «Pezzi di ordigni spuntano pure nei campi coltivati appena arati a Monte Ruzza nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: si tratta dell’ennesimo scandalo che riguarda i...
L’AQUILA. «Pezzi di ordigni spuntano pure nei campi coltivati appena arati a Monte Ruzza nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: si tratta dell’ennesimo scandalo che riguarda i poligoni dell’esercito in Abruzzo, in parte abbandonati»: lo afferma in una nota la Stazione ornitologica abruzzese che scrive di aver «ripreso in mano la situazione vista l’inerzia dell’esercito che per legge è tenuto a pulire accuratamente le aree utilizzate. I militari devono anche provvedere alle analisi dei terreni e delle acque per verificare l’eventuale contaminazione del suolo derivante dalla diffusione nell’ambiente delle sostanze contenute nelle bombe». Dicono dalla Stazione ornitologica: «Vedere spuntare pezzi di bombe addirittura tra i campi coltivati in montagna di un parco nazionale per me è un’offesa non solo a territori protetti a livello internazionale ma anche ai tanti cittadini che hanno combattuto per proteggere queste aree, tra cui gli abitanti di Barisciano che negli anni ’90 arrivarono a occupare la zona venendo pure denunciati per impedire la prosecuzione delle esercitazioni militari e farla includere nell’area protetta».
La Stazione ornitologica ha messo a punto un dettagliato esposto, in cui da un lato riepiloga tutti gli obblighi che finora sarebbero stati violati, e dall’altro illustra quelli che dovrebbero essere gli interventi da mettere in campo, sulla base di un dossier tecnico dell’Agenzia dell’ambiente del governo Usa circa le bonifiche dei poligoni militari.

