Ordine degli avvocati, tre liste alle elezioni

23 Marzo 2019

Il 4 e 5 aprile si vota per il rinnovo del Consiglio. Non si ricandida, dopo 2 mandati, il presidente Peretti

L’AQUILA. Sono tre le liste che presentate per il rinnovo del consiglio dell’Ordine distrettuale degli avvocati. Non si presentano molti tra i componenti del vecchio direttivo, come lo stesso presidente, Carlo Peretti, dopo due mandati consecutivi. Le elezioni, dall’esito quantomai incerto, si svolgeranno il 4 e 5 aprile. Una lista è formata da Anna Maria Ranalli, Fabrizio Fiore, Anna Maria Nardis, Barbara Tempesta, Enrico Marinucci, Federico Cinque, Manuela Paone, Maria Leone, Angelica Carnevale, Stefano Massacesi, Flavia Mastracci.
Un’altra lista è composta da Maurizio Capri, Stefania Pastore, Laura Testa, Francesco Rosettini, Alessandro Ciucci, Massimiliano Venta, Sabrina Altamura.
La terza lista risulta formata da Francesca Bafile, Giorgia Ballestrazzi, Aurelia Carosi, Amedeo Ciuffetelli, Gianluca Di Genova, Iole Maggitti, Pierluigi Pezzopane.
I più votati andranno a formare il consiglio dell’Ordine, composto da una dozzina di membri. Questo organismo, a sua volta, nominerà il presidente, il segretario e il tesoriere. Gli eletti resteranno in carica 4 anni.
Queste liste sono state presentate di recente ed è scaduto mercoledì scorso, il termine per depositare le candidature.
Le elezioni dovevano tenersi già da tempo, ma lo slittamento è stato inevitabile visto che è servito del tempo per interpretare una direttiva della Cassazione sulla candidabilità dopo più mandati.
Intanto, con una decisione pubblicata sul sito dell’Ordine professionale, il direttivo uscente, con una delibera dello scorso 11 marzo, ha respinto l’istanza, avanzata dalla lista formata da Ranalli e dagli altri dieci candidati, nella quale era stata chiesta la modifica del modulo di candidatura già predisposto, attraverso l’inserimento di una dichiarazione resa dal candidato circa la sussistenza del requisito della candidabilità e l’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento di formazione delle schede di candidatura. Vi era, in sostanza, l’invito a interessare la commissione elettorale, una volta formata, della valutazione dei requisiti di candidabilità ed eleggibilità.
Il direttivo uscente, al contrario, ha ritenuto che non sussiste alcun obbligo in tal senso e nemmeno è prevista la nomina di un responsabile del procedimento. Si ribadisce che le candidature possono essere presentate in forma libera nei limiti previsti da una legge del 2000.(g.g.)
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